Città del Vaticano, 16 gen. - (Adnkronos/Ign) - Quanti hanno conosciuto, stimato ed amato Papa Giovanni Paolo II ''non potranno non gioire'' con la Chiesa per la beatificazione di Karol Wojtyla. Lo ha detto papa Benedetto XVI al termine dell'Angelus a piazza San Pietro. ''Cari fratelli e sorelle, come sapete, il 1° maggio prossimo avrò la gioia di proclamare beato il venerabile Giovanni Paolo II, mio amato predecessore. La data scelta -ha sottolineato Benedetto XVI- è molto significativa: sarà infatti la II domenica di Pasqua, che egli stesso intitolò alla Divina Misericordia, e nella cui vigilia terminò la sua vita terrena. Quanti lo hanno conosciuto, quanti lo hanno stimato e amato, non potranno non gioire con la Chiesa per questo evento''. Nel corso dell'Angelus in cui ha anche rivolto un pensiero alle popolazioni recentemente colpite da devastanti inondazioni, il Pontefice ha riflettuto sul tema di chi lascia la propria terra. Oggi ricorre la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, ''che ogni anno ci invita a riflettere sull'esperienza di tanti uomini e donne, e tante famiglie, che lasciano il proprio Paese in cerca di migliori condizioni di vita. Questa migrazione a volte è volontaria, altre volte, purtroppo, è forzata da guerre o persecuzioni, e avviene spesso - come sappiamo - in condizioni drammatiche''. Benedetto XVI ha ricordato l'istituzione, 60 anni or sono, dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. ''Nella festa della Santa Famiglia, subito dopo il Natale, abbiamo ricordato che anche i genitori di Gesù dovettero fuggire dalla propria terra e rifugiarsi in Egitto, per salvare la vita del loro bambino: il Messia, il Figlio di Dio è stato un rifugiato'', ha aggiunto.