Tunisia, debutta oggi il nuovo esecutivo. Napolitano: l'Europa dia risposte concrete
Tunisi, 17 gen. - (Adnkronos/Aki) - Sarà annunciata oggi la composizione del nuovo governo tunisino, dopo la deposizione dell'ex presidente Zine El Abidine Ben Ali, costretto ad abbandondare il Paese venerdì, dopo una rivolta popolare in corso da un mese. Secondo esponenti dell'opposizione, nel nuovo esecutivo non saranno inclusi partiti vicini al presidente, caduto in disgrazia dopo 23 anni al potere.
Sulla vicenda interviene anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che invita "l'Unione europea a dare risposte concrete e convincenti alle attese delle popolazioni e dei Paesi della sponda Sud del Mediterraneo".
Nonostante le rassicurazioni dei nuovi vertici, secondo quanto riferisce la tv araba 'al-Jazeera', migliaia di giovani sarebbero scesi in piazza per manifestare contro la partecipazione del partito del deposto presidente Ben Ali al nuovo governo di unità nazionale, guidato dal premier Mohamed Ghannouchi.
Dopo un incontro con i leader dell'opposizione, lo stesso premier Mohammed Ghannouchi ha voluto escludere i partiti vicini al precedente governo. Secondo anticipazioni, il nuovo esecutivo sarà invece composto da rappresentanti del movimento Ettajdid (Rinnovamento), PDP, del Fronte democratico per il Lavoro e le Libertà (FDTL), così come da figure indipendenti. Tra i candidati Moncef Marzouki, esponente della sinistra laica e storico oppositore del deposto presidente Zine El Abidine Ben Ali. Il partito di Marzouki, il Congresso per la Republica (CPR), era stato messo fuorilegge durante gli anni di presidenza Ben Ali. Il presidente del Parlamento tunisino ha assunto la guida ad interim del Paese in base a quanto previsto dalla Costituzione del Paese. Il suo ruolo è quello ora di organizzare elezioni presidenziali e legislative entro sessanta giorni.
Fonti dei servizi segreti francesi, citati dal quotidiano Le Monde, riportano intanto che la first lady Leila
si sarebbe recata nella Banca di Tunisi per prendere lingotti d'oro prima della caduta del regime e poi sarebbe fuggita all'estero, portando con sé una tonnellata e mezzo di metallo prezioso. Inizialmente il governatore si è rifiutato di consegnare l'oro, ma in seguito all'intervento di Ben Ali ha ceduto. Quindi, sempre secondo informazioni dei servizi segreti francesi, la moglie del presidente è partita per Dubai e dopo si è trasferita a Gedda, in Arabia Saudita. ''Sembra che la moglie di Ben Ali sia partita con l'oro - spiega un alto funzionario di Parigi al quotidiano francese - una tonnellata e mezzo pari a 45 milioni di euro''.
Il presidente Ben Ali, dal canto suo, non credeva che la sua uscita di scena sarebbe stata così rapida. In base alle informazioni di Parigi, l'ex leader tunisino avrebbe anche registrato un messaggio alla nazione che però non ha avuto il tempo di diffondere. Ben Ali non voleva quindi lasciare il Paese volontariamente, ma è stato destituito. Un ruolo fondamentale nella sua caduta, riferiscono fonti dei servizi segreti, l'hanno avuta l'esercito e il capo di Stato maggiore, che si è rifiutato di sparare sulla folla.
La Tunisia si prepara allora al futuro. Le prossime elezioni presidenziali saranno monitorate da un comitato indipendente e da osservatori internazionali. E' quanto ha assicurato Maya Jribi, segretario generale del Partito democratico progressista (PDP), spiegando che si tratta di una scelta obbligata "per garantire elezioni libere e trasparenti''.
Secondo quanto riferisce l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', militari dell'esercito tunisino sono impegnati in queste ore a cercare di stanare alcuni cecchini che sparano sui civili a Biserta. Dalle prime informazioni sembra che avrebbero giù ucciso un uomo. Per fermare le violenze, sono state chiuse tutte le vie d'accesso della città, che dista una cinquantina di chilometri da Tunisi.
Dall'Egitto intanto il ministro egiziano degli Investimenti, Rashid Mohamed Rashid rassicura che "la crisi che ha colpito la Tunisia non ci investirà". ''La Tunisia, come molti altri Stati arabi, ha interrotto le sovvenzioni per i beni alimentari e per il petrolio molti anni fa - spiega Rashid -. Questo l'ha resa molto soggetta ai cambiamenti dei prezzi mondiali, per questo i consumatori sono stati colpiti direttamente e le frustrazioni hanno di conseguenza registrato un'escalation''.Spiegando la differente situazione dell'Egitto, Rashid ha detto che qui ''il sistema dei sussidi ha protetto i consumatori dall'aumento del 50 per cento dei prezzi alimentari nel mondo''.
Il ministro ha quindi sostenuto che la crisi tunisina comporta un'accelerazione della cooperazione economica e nell'integrazione tra gli Stati arabi, dicendo che ''il problema in Tunisia è principalmente di natura economica''.
Di diversa opinione l'ex direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) e oppositore egiziano, Muhammed el-Baradei, che sul suo sito Internet, invita al cambiamento. Commentando i fatti di Tunisi, l'ex diplomatico egiziano chiede al regime del presidente Hosni Mubarak di "lavorare per una transizione democratica del potere, per evitare rivolte come quella scoppiata in Tunisia". "Le violenze registrate a Tunisi non sono il frutto di una rivoluzione - conclude -, ma sono la risposta a una situazione che era diventata insostenibile".
