Roma, 18 gen. (Adnkronos/Ign) - "A smentita di quanto riferito da qualche organo di stampa, non c'è stato in questi giorni alcun colloquio telefonico tra il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica". Lo fa sapere il Quirinale in una nota nella quale si aggiunge che "si smentisce egualmente che il Capo dello Stato abbia letto o comunque ricevuto, non competendogli in alcun modo, le carte trasmesse dall'Autorità giudiziaria alla Camera dei Deputati che dovrà pronunciarsi sull'autorizzazione richiestale a eseguire una specifica perquisizione". "Naturalmente - prosegue il testo - il Presidente della Repubblica è ben consapevole del turbamento dell'opinione pubblica dinanzi alla contestazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano al Presidente del Consiglio, di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d'indagine. Senza interferire nelle valutazioni e nelle scelte politiche che possano essere compiute dal Presidente del Consiglio, dal governo e dalle forze parlamentari, egli auspica - conclude il testo diffuso dal Quirinale - che nelle previste sedi giudiziarie si proceda al più presto a una compiuta verifica delle risultanze investigative". Intanto Nicole Minetti, consigliere regionale lombardo del Pdl, nega che il premier sapesse della minore età di Ruby e dice con chiarezza di non voler lasciare l'incarico. "Non ho intenzione di dimettermi" ha ribadito il consigliere regionale, che per alcuni minuti ha lasciato i lavori dell'aula per recarsi in bagno, attorniata da decine di giornalisti, fotografi e operatori televisivi. All'uscita della toilette la Minetti, presa letteralmente d'assalto dai cronisti, non ha nascosto il malumore sottolineando di non aver alcuna intenzione di parlare con i giornalisti. E sulla vicenda continua la girandola di dichiarazioni. In prima fila il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che parla di ''azione giudiziario-mediatica che si rivelerà come anche in passato una grande montatura". Ma per Carmelo Briguglio, capo della segreteria politica di Futuro e Libertà, "non si può buttare tutto a complotto o macchinazione dei magistrati. Non si può chiedere al presidente del Consiglio che si dimetta ma che il premier di fronte a queste accuse dia spiegazioni al Paese e al mondo''. Lapidario il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani: "Il mondo ci guarda, allora visto che ce l'ha così intensa, Berlusconi si ritiri a vita privata".