Tunisia, il successore di Ben Ali? Secondo gli Usa il primo ministro Ghannouchi
Tunisi, 18 gen. - (Adnkronos/Aki) - E' dal gennaio del 2006 che gli Stati Uniti si stanno preparando alla fine della presidenza di Zine El Abidine Ben Ali e ai rapporti con il suo possibile successore alla guida della Tunisia. Lo ha rivelato un documento redatto da un diplomatico americano dell'ambasciata a Tunisi e pubblicato sul sito di WikiLeaks
, nel quale si fa riferimento anche a un cancro alla prostata di cui Ben Ali avrebbe sofferto dal 2003.
Nessuno dei possibili succesori di Ben Ali individuati dall'ambasciata america a Tunisi, tra cui l'attuale primo ministro Mohammed Ghannouchi, cambierà la politica tunisina o i suoi rapporti con gli Stati Uniti rapidamente, si legge nel file. Finora gli Stati Uniti hanno assunto un basso profilo nei comunicati ufficiali e negli interventi durante le proteste, iniziate il 17 dicembre con il tentativo di suicidio di un commerciante. Non è chiaro se Washington sia stata sorpresa dall'esito della protesta, ma il documento del 2006 non fa riferimento al fatto che il dittatore possa essere rovesciato da un movimento sociale.
Nonostante la mancata previsione del ruolo avuto dal popolo, il testo sembra aver azzeccato almeno per ora il potenziale successore, ovvero il primo ministro Mohammed Ghannouchi, rimasto nel suo ufficio e con un potere in crescita dopo la partenza di Ben Ali. Se l'assetto disegnato dal documento si rivelasse realistico, i manifestanti tunisini per la democrazia risulterebbero sconfitti. ''In base a nessuna opzione la Tunisia diventerà più democratica, ma le relazioni bilaterali tra Usa e Tunisia non subiranno gli effetti della deposizione di Ben Ali", ha scritto Hudson.
Secondo le indicazioni di Hudson, Ghannouchi è il successore più probabile, un "tecnocrate di professione e un economista esperto" che è ben voluto e rispettato, anche tra i media tunisini. Una volta partito Ben Ali per l'Arabia Saudita, venerdì sera Ghannouchi è apparso alla tv di Stato per annunciare di aver assunto l'incarico di presidente, in apparente contraddizione con quanto prevede la Costituzione tunisina. Entro 24 ore, il Consiglio Costituzionale ha stabilito che Ghannouchi doveva cedere il potere al presidente del Parlamento Fouad Mebazaa, che rimarrà in carica fino alla formazione del nuovo governo in seguito alle elezioni.
Il grande sfidante di Ghannouchi alla presidenza, come scrive Hudson, è Abdelaziz Ben Dhia, ministro di Stato sotto Ben Ali, consigliere speciale e portavoce licenziato giovedì dallo stesso presidente in un'ultimo tentativo di placare le proteste e conservare la leadership. La lunga storia politica di Ben Dhia, noto come ''eminenza grigia, un brillante decision-maker dietro le quinte del palazzo'', lo rende un possibile candidato, anche se l'età, 75 anni, potrebbe giocargli contro.
