Caso Ruby, Famiglia Cristiana: "Premier pensa che tutto gli sia permesso"
Città del Vaticano, 18 gen. - (Adnkronos) - ''Nella vicenda della minorenne Ruby, marocchina che si tentò̀ di far passare per nipote del presidente egiziano, risalta la personalità̀ di un politico che, forse, ha sbagliato secolo, immaginandosi simile ai signori rinascimentali ai quali tutto era permesso, grazie all'assenza di un'opinione pubblica informata e all'acquiescenza delle gerarchie circostanti''. E' quanto afferma il settimanale 'Famiglia Cristiana' in un commento sulla situazione del Paese - dal caso Fiat alle inchieste sul presidente del Consiglio - apparso oggi sul sito web del giornale e firmato dall'editorialista Beppe Del Colle.
''In due giorni della scorsa settimana l'Italia - rileva il settimanale dei paolini - ha offerto a sé stessa la doppia immagine che la caratterizza in questi anni di crisi. Da una parte, una politica stretta intorno alla presenza di una sola persona, fino a un devastante conflitto fra le istituzioni; dall'altra, una societaà alle prese con modi relativamente nuovi di concepire le relazioni industriali, in cui il lavoro rischia di perdere il rilievo fondante datogli dall'articolo 1 della Costituzione, davanti alla dimensione globalizzata dell'operare umano, così differenziato di continente in continente, e di Paese in Paese''.
''Alla prima immagine - afferma ancora Famiglia Cristiana - si riferiscono la sentenza della Corte costituzionale a proposito della legge sul legittimo impedimento
per le piuù alte cariche dello Stato a presentarsi ai processi penali in cui sono imputate: una sentenza che ha dimezzato le possibilità offerte da quella legge, riaffidando ai giudici il compito di vagliare se un impedimento proposto dalla difesa sia o no giustificato, nel rispetto dell'eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla giustizia; e, il giorno dopo, la richiesta della Procura di Milano di un giudizio immediato contro Berlusconi per due ipotesi di reato: atti sessuali con una minorenne in cambio di denaro o di altra utilità economica, e concussione nei confronti di funzionari di Polizia impegnati, il 27 maggio 2010, a identificare la predetta minorenne denunciata per furto da una conoscente''.
''Per quanto riguarda la seconda immagine dell'Italia di oggi -prosegue Famiglia Cristiana - il referendum di Mirafiori ha detto quello che doveva dire: un sì misurato al contratto firmato dai sindacati, esclusa la Fiom, che limita alcuni diritti di operai e impiegati su orari, turni, straordinari, assenze per malattia, rappresentanze sindacali, in cambio di un progetto-promessa di futuri vantaggi grazie a una maggiore produttivitaà". ''Quel voto - conclude il settimanale cattolico - è stato un atto di coraggio che non ha tolto dignità alla parte di poco sconfitta e, come ha detto il nuovo arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, 'ha posto in risalto che investire sulle persone e sul futuro del nostro territorio offre a tutti gli imprenditori nuove e concrete opportunità'. Un augurio (e un impegno per tutti) non da poco''.
