Roma, 19 gen. - (Adnkronos/Ign) - Le tensioni politiche rendono più difficili le riforme in materia di giustizia. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, concludendo la sua Relazione alla Camera. "Le attuali tensioni del quadro politico aggiungeranno ulteriori difficoltà e altri ostacoli sul cammino già tracciato delle riforme necessarie, ma non per questo vi rinunceremo", ha affermato il guardasigilli, ribadendo, come aveva fatto ieri nel suo intervento al Senato, che il governo intende attuare la riforma delle intercettazioni, quella del Codice di procedura penale e le riforme costituzionali. "Attualmente i magistrati togati in servizio sono 9.036 con una scopertura di 1.115 posti", ha poi detto il ministro parlando dello stato della magistratura. Per rimediare a questa situazione, ha affermato Alfano, il governo ha attuato un impegno "particolarmente rilevante". Nell'agosto dello scorso anno, ha elencato il guardasigilli, sono stati nominati 253 magistrati vincitori di concorso, è in corso la correzione degli scritti di altro concorso bandito nel 2009 per altri 350 posti e sono previsti ulteriori 363 posti banditi nel 2010, e nuovi concorsi sono previsti per il 2012 e il 2013. "Dopo una lunga stasi" ha affermato il ministro, il governo ha attuato "una serie straordinaria" di concorsi, ripristinandone la cadenza annuale. Alfano ha quindi sottolineato che e' stata prevista una norma "straordinaria" per la copertura dei posti vacanti nelle sedi disagiate, in particolare al Sud, che consentono al Consiglio superiore della magistratura di attuare trasferimenti d'ufficio fino al dicembre del 2014. "Norma -ha concluso Alfano- non adeguatamente utilizzata dal Csm".