Terzo Polo: Berlusconi si dimetta o al voto. Ma lui insiste: non mollo, spallata fallita
Roma, 19 gen. (Adnkronos) - Il Terzo Polo insiste: si dimetta o al voto. Ma Silvio Berlusconi non ci pensa proprio a fare un passo indietro e considera il voto di oggi a Montecitorio sulla giustizia il segno di una maggioranza viva e vegeta, capace di tenere in momenti difficili come questi, nel pieno della bufera Ruby. Già il giorno dopo le rivelazioni sulle feste private ad Arcore contenute nelle carte inviate dai pm di Milano alla Camera, il premier aveva lanciato la controffensiva. Da qui l'ordine di scuderia ai 'volti tv' del Pdl di andare in tutte le trasmissioni a spiegare che si tratta di un processo solo mediatico, che ha un solo obiettivo, quello di far fuori e screditare il presidente del Consiglio.
Non a caso, ieri sera, il Cavaliere è voluto andare alla riunione convocata al gruppo del partito con gli avvocati, Niccolò Ghedini e Piero Longo, per sondare gli umori dei suoi parlamentari, rassicurarli e serrare i ranghi. Nel tardo pomeriggio Berlusconi tornerà a far sentire la sua voce con un videomessaggio ai Promotori della libertà. Ribadirà che c'è un disegno politico preciso che punta a disarcionarlo da palazzo Chigi con il contributo decisivo dei soliti pm e assicurerà che nessuno lo fermerà, perché non ha commesso nessun reato. La Procura di Milano non è competente, quindi, non andrò davanti ai giudici, sarà la linea concordata anche con gli avvocati.
Il voto odierno a Montecitorio, dunque, fa tirare un sospiro di sollievo a Berlusconi e tutti i ministri esultano: ''E' stata una vittoria politica, la maggioranza di fatto si è allargata, è fallita la spallata tentata dal terzo polo''. Sorride Angelino Alfano: ''Su un tema sensibile e in giorni difficili la maggioranza ha tenuto contro tutte le prove parlamentari possibili: contro il Pd da solo, contro il Pd e il terzo polo''.
Spiega Alfano all'ADNKRONOS: ''Alla Camera abbiamo incassato una vittoria politica importante. Oggi per l'opposizione non valeva la visione di De Coubertin 'l'importante è partecipare', dovevano vincere e basta e invece... Il governo va avanti, completeremo la legislatura. La maggioranza, lo ripeto, ha tenuto contro ogni forma di opposizione. La riforma della giustizia? Ha ragione Berlusconi, va fatta''. Sulla stessa linea Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente: ''Andiamo avanti, teniamo benissimo, anche su temi delicati''.
Mariastella Gelmini non ha dubbi: ''Il terzo polo pensava di buttarci giù, la spallata è fallita. Il caso Ruby è un processo totalmente inventato, puramente mediatico, nessuno può pensare di sovvertire la sovranità popolare: Berlusconi è stato votato dal popolo legittimamente, nessun potere dello Stato può buttarlo giù''. Nel mirino del Pdl resta l'uso indiscriminato delle intercettazioni. Sbotta il ministro dell'Agricoltura, Giancarlo Galan: ''Certi pm la smettessero di intromettersi così nella vita privata delle persone''. Sulla stessa linea Daniela Santanchè, ormai di casa a palazzo Grazioli: ''Contro Berlusconi solo balle, non sarà rinviato a giudizio, in caso contrario, sarebbe un colpo di Stato''.
A preoccupare il premier resta sempre il danno d'immagine per il Paese, soprattutto all'estero con il can can mediatico destinato a continuare ancora per tempo. Fino ad allora, è la strategia del Cavaliere, bisognerà rintuzzare le accusse e spiegare la verità contro le bugie di certi pm e la solita stampa. Allo stato, spiegano fonti del Pdl, non c'è nessuna manifestazione di piazza in cantiere, ma la macchina organizzativa del partito è pronta ad ogni evenienza. Dice Daniela Santanchè: ''Se Berlusconi dovesse essere accolta la richiesta dei pm e allora ci troveremo di fronte a un colpo di Stato. In quel caso non ci sarebbe bisogno di fare manifestazioni di piazza, perché la gente si mobiliterebbe da sola''.
