Afghanistan, La Russa: ''L'attentatore che ha ucciso Luca Sanna era un infiltrato''
Roma, 19 gen. (Adnkronos) - L'attentatore che ha ucciso ieri il caporalmaggiore Luca Sanna "non era una persona vestita da soldato afghano, ma era un infiltrato nell'esercito afghano, quindi uno degli otto afghani che prestavano servizio nell'avamposto". Lo ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, durante l'informativa resa alla Camera.
L'attentato, ha chiarito il ministro, "è avvenuto in un avamposto della Task Force North, denominato 'Highlander', che si trova a circa due chilometri e mezzo a est di Bala Morghab, nella provincia di Badghis, assegnata all'8° Reggimento Alpini. Nell'avamposto operano normalmente due reparti a livello squadra (circa 10 soldati ciascuna) una del nostro contingente e una dell'esercito nazionale afghano. Preciso che le due unità operano nell'avamposto ma in due strutture separate. Al momento dell'incidente erano presenti 10 militari italiani e 8 militari afghani".
I due alpini colpiti "stavano effettuando manutenzione delle armi in dotazione utilizzando il compressore di uno dei due mezzi Vtlm Lince presenti nel sito. Si è avvicinato un soldato afghano, in uniforme dell'Ana e armato con il fucile in dotazione tipo M-16 di produzione statunitense, facendo capire a gesti che chiedeva di poter impiegare il soffio d'aria compressa. Barisonzi e Sanna si accorgevano che il soldato dell'Ana aveva il caricatore inserito nella propria arma. Ritenendo, presumibilmente, che si trattasse di una distrazione, a gesti e con la voce cercavano di fargli capire che doveva disinserirlo per ovvi motivi di sicurezza ma il soldato afghano, avvicinatosi ulteriormente, apriva il fuoco improvvisamente colpendo i due alpini".
"L'attentatore, identificato in seguito come Gullab Ali Noor, in servizio da 3 mesi e da 45 giorni destinato all'avamposto Highlande , approfittando della confusione generata dall'attacco inaspettato'' è riuscito a scappare.
Quanto alle condizioni di salute del caporale Luca Barisonzi, rimasto ferito durante l'agguato, "in nottata - ha fatto sapere La Russa - è stato sottoposto a intervento chirurgico con esito positivo e può considerasi fuori pericolo di vita anche se la prognosi rimane assolutamente riservata". Il ministro ha poi annunciato che "è previsto che Barisonzi venga trasferito con un volo statunitense all'ospedale di Ramstein in Germania per essere sottoposto ad un ulteriore intervento chirurgico anche con l'assistenza di nostro personale medico''. E i familiari potranno raggiungerlo con un aereo messo a disposizione dall'Aeronautica militare. Barisonzi è stato colpito probabilmente da due colpi d'arma da fuoco all'altezza della clavicola, con lesione di una vertebra cervicale e di una toracica.
"Quello di ieri - ha quindi chiarito La Russa - è stato un evento del tutto singolare, ma il fatto che sia avvenuto in un avamposto e che l'attentatore abbia potuto compiere il gesto con una ragionevole possibilità di fuga, confermata poi dai fatti, non può non farci pensare che proprio su questi siti, peraltro indispensabili per il controllo del territorio, e sulla loro sicurezza si debba concentrare la nostra attenzione. Ne ho parlato poco fa con il generale Petraeus - ha affermato La Russa - per rappresentargli da un lato le mie preoccupazioni per la sicurezza dei nostri militari e per stimolare l'adozione di ogni qualsiasi possibile misura di carattere operativo per limitare al massimo i rischi al personale" e "il generale Petraeus - ha aggiunto - mi ha garantito la sua assoluta disponibilità''.
Dal canto suo, riferisce ancora La Russa, il capo dell'Aise Adriano Santini ha confermato che "è in atto un'accresciuta azione della nostra intelligence sul territorio, da me richiesta e segnalata prima di questo evento, qualitativamente e quantitativamente".
Nella "nostra regione negli ultimi 3 mesi il numero degli attacchi, considerando tutte le possibili tipologie, si colloca su una media di circa 40 eventi per settimana", ha affermato il titolare della Difesa sottolineando come "si è quindi registrato un aumento di attività ostili proporzionale all'incremento delle nostre forze, al maggior controllo del territorio esercitato e ai successi conseguiti in termini di porzioni di territorio riacquisite alla sicurezza".
In questo scenario, il presidente del Consiglio Berlusconi "mi ha confermato" l'intenzione dell'Italia "di non venir meno agli impegni internazionali che abbiamo assunto", ha confermato La Russa. "Nonostante questa triste e dolorosa circostanza - ha aggiunto - ribadisco, ancora una volta, il fermo intendimento del governo di mantenere fede al suo impegno, nella consapevolezza dell'importanza dell'azione multinazionale per contribuire alla stabilizzazione dell'Afghanistan".
Intanto si apprende che rientrerà domani in Italia la salma del militare morto in Afghanistan. Lo rende noto lo Stato Maggiore della Difesa, precisando che il rientro della salma è previsto per domani alle ore 9.30 presso l'aeroporto di Ciampino.
