Dal Terzo Polo mozione sfiducia a Bondi: "Se accetta le nostre proposte la ritiriamo"
Roma, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - Il Terzo Polo ha presentato una mozione di sfiducia nei confronti del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi. Lo hanno annunciato nel corso di una conferenza stampa Francesco Rutelli, Rocco Buttiglione e Fabio Granata, denunciando il "disastro delle politiche della cultura".
Tuttavia il Terzo Polo avanza 5 proposte e, spiega Rutelli, ''se verranno fatte proprie dal ministro Bondi, la nostra mozione di sfiducia resterà come atto politico, ma siamo pronti a modificare il nostro atteggiamento nell'Aula di Montecitorio''. Tra le richieste una deroga che permetta di assumere i candidati idonei per il personale del ministero; la proroga di tax credit e tax shelter; il reintegro del Fus di 200 milioni; l'eliminazione del blocco delle sponsorizzazioni delle mostre per gli Enti locali.
Proposte da trasformare in altrettanti emendamenti per il decreto milleproroghe, alle quali aggiungere la restituzione di 300 milioni per la tutela del patrimonio. "Non vogliamo che il peccatore muoia, ma che si converta e viva - dice Buttiglione - ma se non si converte la censura sarà inevitabile. Non vogliamo che Bondi sia quello che spegne le luci dopo che il patrimonio culturale è andato in rovina".
Al ministro il Terzo Polo imputa di non essere stato in grado "di far valere la propria iniziativa presso il presidente del Consiglio, presso il ministro dell'Economia e in seno alla collegialità del Consiglio dei ministri, così non riuscendo ad arginare un irreparabile guasto delle politiche pubbliche per la cultura in Italia". Insomma, sintetizza Rutelli, "la cultura italiana entra in coma nel 2011" e "il crollo di Pompei è l'anticipo di una situazione destinata a peggiorare".
Si tratta di "un'operazione di patriottismo costituzionale", sostienee Granata (Fli) perché la cultura è "un tassello imprescindibile dell'identità culturale degli italiani".
La replica del ministro Bondi non si fa attendere: ''Con la decisione di presentare una mozione di sfiducia individuale nei miei confronti, Fini e Casini hanno di fatto avallato la decisione presa dal Pd e dal partito di Di Pietro. I partiti di Casini e di Fini, tuttavia, hanno presentato la mozione di sfiducia in modo tale da porre una seria questione di ordine politico e istituzionale. Prendo atto che la richiesta che mi viene indirizzata, e viene avanzata all'intero governo di cui mi onoro di far parte, è di accettare le richieste formulate dal terzo polo di maggiori risorse a favore della cultura''.
E a questo proposito, ''osservo innanzitutto che mi sono più volte impegnato per ottenere maggiori risorse, pur tenendo doverosamente e responsabilmente conto delle condizioni in cui versa la nostra finanza pubblica (necessità ricordata qualche giorno fa dallo stesso Fini) e soprattutto nell'ambito di una serie di riforme di cui sono stato promotore, riforme che considero fondamentali per affrontare alla radice il problema del rapporto tra Stato e cultura in Italia''.
Ma sembra che, conclude Bondi, il confronto politico in Italia avvenga ''non più sul piano delle idee e delle diverse'', bensì attraverso ''mozioni di sfiducia individuali in Parlamento''. Questo ''è un altro segno dei tempi, l'espressione dello stravolgimento delle regole istituzionali un tempo da tutti accettate e rispettate e del venir meno dell'etica politica''.
