Procter&Gamble chiude Sambuceto. Appello bipartisan dei politici abruzzesi
Roma, 20 gen. - (Adnkronos) - Oggi "mancano in Parlamento personaggi politici, come lo erano Remo Gaspari o Nino Sospiri per l'Abruzzo, di livello tale da poter battere i pugni sul tavolo a Roma e imporre delle cose per la propria gente, per il proprio territorio di origine. Inevitabilmente cio' comporta una piena responsabilita' delle autorita' locali che devono analizzare i problemi e trovare delle soluzioni". Commenta cosi', all'ADNKRONOS, il deputato Pdl Maurizio Scelli, abruzzese doc, la decisione della multinazionale Procter & Gamble di chiudere il Centro di ricerca di Sambuceto, in provincia di Chieti, e trasferire i suoi 130 ricercatori, in altri siti, negli Stati Uniti, in Europa e in Asia.
Questo Irc e' considerato uno dei centri di ricerca piu' produttivi e polo d'eccellenza in Italia tanto da aver ricevuto lo scorso anno dal presidente Giorgio Napolitano il Premio Innovazione 2010. Si tratta "dell'ennesimo esodo di aziende dalla nostra regione, dopo quello che riguardato lo stabilimento Coca Cola di Corfinio", dice. Dunque, secondo Scelli, in casi come questi "sono il presidente della Regione o l'assessore alle Attivita' produttive, legittimati da un voto ad personam, a dover fare in modo che l'Abruzzo non appaia solo come una regione terremotata e in disgrazia ma un'area del Paese in grado di richiamare interessi e investimenti. L'Abruzzo, in questo - sostiene - deve tirare fuori quel carattere forte e quella dignita' che hanno mostrato gli aquilani, per fare tutti un gioco di squadra".
"Bisogna che le istituzioni locali - afferma - facciano un'analisi dell'esodo che si sta verificando a livello industriale, dovuto proprio all'incapacita' di far diventare l'Abruzzo un'isola in grado di attrarre anche nuovi investitori, e cerchino le soluzioni. In questo momento, tra l'altro - osserva - abbiamo un presidente di Regione molto forte, un uomo che ha la gestione della ricostruzione a L'Aquila e quella della Sanita', e che ha istituzionalmente rapporti importanti a Roma. Un uomo, quindi, molto piu' potente di un parlamentare, che deve farsi valere. Ancora piu' alla luce del fatto che c'e' in questo momento assistiamo anche a un'operazione 'fintamente pia' verso l'Abruzzo a livello nazionale e internazionale. Un'operazione - conclude - che andrebbe 'sfruttata', nel senso costruttivo del termine, per ricominciare".
Per il senatore Pdl Andrea Pastore, pescarese, la decisione della multinazionale Procter & Gamble "e' certamente una delle conseguenze della crisi economica ma, ancora una volta, bisognera' rimboccarsi le maniche e trovare sistemi per dare piu' respiro all'occupazione". Pastore si dice convinto che "sia necessario trovare strategie per trattenere le aziende nel territorio abruzzese e far si' che continuino ad investire nel nostro Paese, e in particolare nella nostra Regione che in questo momento ne avrebbe piu' bisogno di altre".
In casi come questo, aggiunge, "il pubblico non puo' sostituire l'imprenditoria privata che lascia il territorio, anche se ci sono sistemi di caduta morbida che senz'altro saranno attuati, poi - conclude - bisognera' vedere cosa potra' fare lo Stato e la stessa Regione per rimediare alla crisi dei livelli occupazionali in quella zona".
E a chiedere con forza un intervento della Regione Abruzzo รจ anche Lanfranco Tenaglia, parlamentare abruzzese del Pd, che parla di "notizia allarmante". "Se questa decisione dovesse essere definitiva, l'Abruzzo perderebbe un importante centro di eccellenza con un danno a livello occupazionale. Mi auguro che cio' non avvenga e che la politica, e in particolare il presidente della Regione si attivino per scongiurare questa eventualita' che sarebbe una sciagura per l'Abruzzo". Tenaglia annuncia inoltre di voler "presentare un'interrogazione parlamentare in merito per sapere cosa il Governo intende fare".
