Roma, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Mi dichiaro estraneo ai fatti e confido nel lavoro magistratura. La mia posizione sarà senz'altro chiarita''. Francesco Maria Orsi, consigliere del Pdl al Comune di Roma, che prima del rimpasto aveva la delega al Decoro, ribadisce così all'ADNKRONOS la sua posizione riguardo all'indagine nella quale risulta coinvolto. Secondo quanto pubblicato oggi sul quotidiano 'La Repubblica', Orsi sarebbe indagato dalla Procura di Roma per riciclaggio, reimpiego di proventi frutto di reato, corruzione e cessione di sostanze stupefacenti in occasione di festini con prostitute. ''Incontrerò il sindaco Alemanno con i miei avvocati - ha annunciato - e poi rilascerò una dichiarazione ufficiale''. ''Capisco, fatte le debite proporzioni, cosa prova il premier Berlusconi'', ha concluso. Da parte sua il sindaco di Roma, Gianni Alemanno esprime la sua ''solidarietà personale'' a Orsi. ''Abbiamo fiducia che il lavoro della magistratura e degli inquirenti faccia presto luce su questa inquietante vicenda - ha sottolineato - , in cui il consigliere Orsi risulta, allo stato, unicamente come una persona iscritta nel registro degli indagati. Questo, secondo la Costituzione, non rappresenta in alcun modo una definizione di colpevolezza". L'inchiesta della Procura di Roma vede anche indagate altre 6 persone mentre per altre 4 sono in corso ulteriori accertamenti. L'indagine ha preso lo spunto da dichiarazioni fatte tempo fa al magistrato dall'immobiliarista Vincenzo La Musta, dichiarazioni che hanno provocato l'indagine svolta dalla Guardia di Finanza su Orsi gia' con delega al decoro. Le ipotesi di reato sono quelle di presunte irregolarita' nella gestione di denaro depositato su conti correnti presso la banca Mediolanum nonche' sullo svolgimento di aste immobiliari. Oltre a Orsi l'indagine svolta dal pubblico ministero Paolo Ielo chiama in causa anche Fabrizio Urbani gia' direttore generale dell'Ater, Giovanni Battista De Zio, dipendente della Banca Mediolanum, Umberto Santich, commercialista nonche' Fausto Baccari, Marco De Leo e Stefania Jazzetta. Le ipotesi di reato a seconda delle posizioni degli indagati vanno dalla corruzione al riciclaggio, all'mpiego di denaro di provenienza illecita. Orsi poi ha anche un altro capo di imputazione che si riferisce alla violazione della legge sugli stupefacenti con riferimento alla cessione di droga durante alcuni festini. I fatti contestati a Orsi, che e' difeso dagli avvocati Romolo Reboa e Maurizio Sangermano sono accaduti tra il 2006 e il 2009. Disponendo ieri una perquisizione nell'abitazione di Orsi la Procura della Repubblica motivando il provvedimento ha definito le dichiarazioni fatte da La Musta coerenti nei fatti e di "attendibilita' estrinseca". Diverso il pensiero dei difensori di Orsi che non esitano a definire l'inchiesta "una bufala" e inchiesta di farsa. Per questo motivo faranno ora ricorso al Tribunale della Liberta' per ottenere il dissequestro di un computer e altri documenti sequestrati durante la perquisizione. Per quanto riguarda i rapporti con La Musta secondo i difensori nulla di irregolare puo' essere attribuito a Orsi. Inoltre in questa vicenda non e' possibile parlare di prostitute, festini o cessioni di cocaina.