Roma, 20 gen. (Adnkronos/Ign) - La crisi economica pone una riflessione sul bisogno di "sobrieta' nei comportamenti individuali e collettivi". E' il messaggio inviato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della presentazione su Enrico Berlinguer. "Serve una seria e approfondita riflessione sulla crisi globale che ha investito il Paese" dice il presidente, secondo cui si richiede, in particolare, "alle forze sociali, politiche e a ogni cittadino una maggiore consapevolezza e concreta assunzione di responsabilita' e sobrieta' nei comportamenti individuali e collettivi". In mattinata Napolitano è intervenuto alla cerimonia di inaugurazione a Roma di un monumento dedicato ad Alexander Dubcek, leader della 'Primavera di Praga', presenti anche il ministro degli Esteri Franco Frattini e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. La storia ha fatto giustizia cancellando le vecchie ideologie che hanno diviso il mondo e gli schieramenti politici, facendo prevalere ideali e valori nei quali tutti possono ora riconoscersi, ha sottolineato il capo dello Stato. ''Il fatto che ci ritroviamo insieme - sottolinea - dimostra come antiche contrapposizioni ideologiche siano state superate e che davvero ci siano le basi perché in Italia ci si riconosca in un insieme di valori comuni, nei quali si è riconosciuto a suo tempo anche Dubcek''. Per il capo dello Stato, è importante e significativo che ''i rappresentanti della Repubblica slovacca e della Repubblica italiana si siano ritrovati in un giudizio che valorizza, come è giusto, la personalità di Dubcek, che è stato davvero un campione degli ideali di libertà e anche di autonomia e di indipendenza nazionale''. Napolitano - che all'epoca della 'Primavera di Praga' era uno dei maggiori esponenti del Pci e dell'eurocomunismo - ricorda poi di ''aver avuto la possibilità di conoscere Dubcek e di stabilire con lui un rapporto, in momenti davvero difficili''. Condivide la posizione del capo dello Stato il ministro degli Esteri Franco Frattini per il quale ''oggi è possibile ritrovarsi in valori condivisi, a prescindere dagli schieramenti politici di provenienza, identificandosi pienamente con l'identità più alta e universale del liberalismo e della democrazia''. Frattini ricorda che nel 1968 ''la repressione della 'Primavera di Praga' rinsaldò l'opinione pubblica italiana nello sdegno per l'invasione'' e che ''il Parlamento fu unanime nella condanna della repressione cecoslovacca e nella solidarietà al suo popolo''; occasione nella quale ''anche il Partito comunista italiano espresse il suo grave dissenso, grazie anche all'effetto determinante della posizione saggia e lungimirante di Giorgio Napolitano'', allora uno dei massimi esponenti del Pci.