Il monito di Napolitano: "Scongiurare tensioni che aggravano il turbamento"
Roma, 21 gen. - (Adnkronos/Ign) - Evitare conflitti istituzionali e "strappi mediatici" scongiurando "ulteriori esasperazioni e tensioni, che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito e riconosciuto". E' il monito del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione della celebrazione della 'Giornata dell'Informazione'.
''Le tentazioni di conflitti istituzionali e di strappi mediatici non possono condurre per nessuno a conclusioni di verita' e di giustizia'' avverte il capo dello Stato. A questa esortazione aggiunge quindi un auspicio: ''Spero e confido che di cio' ci si renda sempre piu' diffusamente conto da ogni parte e al di la' delle diverse appartenenze politiche''.
Napolitano ricorda che ''nella Costituzione e nella legge possono trovarsi i riferimenti di principio e i canali normativi e procedurali per far valere insieme le ragioni della legalita' nel loro necessario rigore e le garanzie del giusto processo''.
Dal Quirinale poi si leva un'esortazione: ''Occorre nell'immediato scongiurare ulteriori esasperazioni e tensioni, che possono solo aggravare un turbamento largamente avvertito e riconosciuto''. Per il capo dello Stato, questo invito non comporta il ''rinunciare alla prospettiva di scelte organiche e di riforme condivise, capaci di risolvere alla radice il problema giustizia''. Ma non allentare le attuali tensioni comporterebbe la conseguenza di ''suscitare un effetto di deprimente lontananza dallo sforzo che si richiede per superare le molteplici prove cui la comunita' nazionale deve far fronte''.
Napolitano chiede dunque rispetto ed equilibrio, rivolgendosi sia alla politica e in particolare a chi ha un ruolo di governo, sia alla magistratura. ''E' sempre indispensabile un valido equilibrio nel rapporto tra chi e' costituzionalmente deputato ad esercitare il controllo di legalita' e ha specificamente l'obbligo di esercitare l'azione penale e chi e' chiamato a svolgere funzioni di rappresentanza democratica e di governo, nel quadro e secondo le regole della Costituzione''.
Napolitano premette che ''non e' questo il luogo per ribadire inviti, argomenti, indicazioni, che da anni sto spendendo per sollecitare quell'equilibrio e quel rispetto reciproco che appaiono spesso alterati''.
Una alterazione che, per il capo dello Stato, provoca ''grave danno sia per la politica che per la giustizia''. Da qui, non nasconde il suo sconforto per il fatto che ''troppe sollecitazioni sono cadute nel vuoto, troppe occasioni sono state perdute: e oggi -osserva significativamente Napolitano- ne paghiamo il prezzo''.
Il capo dello Stato infine richiama l'attenzione delle istituzioni ''sui condizionamenti negativi e sui motivi di preoccupazione che investono attualmente il mondo dell'informazione. Napolitano richiama l'esigenza di ''un rinnovato impegno di verifica della deontologia dei comportamenti di quanti operano nell'informazione'' applicando il codice di autoregolamentazione in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nella trasmissioni radiotelevisive.
