Tunisia, tre giorni di lutto per morti scontri Blogger: nipote Ben Ali è vivo, sta in Italia
Tunisi, 21 gen. - (Adnkronos/Aki) - Prendono il via oggi in Tunisia tre giorni di lutto proclamati dal governo transitorio in onore delle vittime degli scontri che nei giorni scorsi hanno portato alla caduta del presidente Zine al-Abidine Ben Ali.
Il bilancio ufficiale delle autorità parla di 78 morti, mentre l'Alto Commissariato Onu per i diritti umani ha riferito di 100 morti nelle ultime cinque settimane, in parte uccisi da colpi di arma da fuoco durante le proteste, in parte suicidatisi dandosi fuoco in segno di protesta, in parte morti nelle rivolte registrate in alcune prigioni. I tre giorni di lutto si aprono con la possibilità di nuove manifestazioni, come avvenuto fino a ieri a Tunisi e in altri centri.
Per la mattinata ne è stata convocata una nel centro di Tunisi dai gruppi di opposizione contro il partito dell'ex presidente Zine el-Abidine Ben Ali. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', si prevede che la marcia abbia un maggiore seguito rispetto a quelle degli ultimi giorni.
Secondo radio Carthage, la manifestazione è prevista per la tarda mattinata, subito dopo la preghiera del venerdì islamico, in Avenue Bourghiba. Altri cortei sono stati organizzati anche nelle principali città del paese, come Sfax, Monastir, Kasserine e Sousse. Gli organizzatori chiedono al governo che venga messo al bando Rcd e che sia allontanata dalla vita politica l'intera leadership del partito di Ben Ali.
Per rassicurare la popolazione, tutti i ministri del nuovo esecutivo provenienti dalla vecchia nomenclatura hanno dato le dimissioni dall'Rcd. Tra loro anche il premier Mohammed Ghannouchi, oltre al presidente ad interim Foued Mebazaa.
Ieri il governo ha anche confermato di essere pronto a varare un provvedimento di amnistia generale che permetta il rientro in Tunisia di tutti gli oppositori sul cui capo pendono condanne di vario genere. Tra loro anche il leader islamico Rachid Ghannouchi, che guida il partito Ennahdha (Risveglio).
Intanto blogger tunisini vicini all'opposizione sostengono che il nipote del deposto presidente tunisino Ben Ali, Imed Trabelsi, non sarebbe morto durante la rivolta di Tunisi, come affermato nei giorni scorsi dai media internazionali, ma sarebbe ancora vivo e rifugiato in Italia. Il dibattito è iniziato quando uno di loro ha postato un video (GUARDA) nel quale appare Trabelsi nelle ore della rivolta, impegnato a preparare la fuga. Nel video si vede il nipote di Ben Ali seduto all'interno di una stazione di polizia, circondato da alcuni agenti della sicurezza del deposto presidente.
A spingere i blogger a pensare che sia riuscito a scappare in Italia, è il fatto che Trabelsi parla con voce concitata al telefono in italiano con un interlocutore non identificato. "No, no, no, dammi il piano del volo, mi lasceranno andare - dice - Presto per favore, la situazione è veramente critica". Secondo il blogger tunisino Needhal Jerby il video è stato girato il 14 gennaio, nel giorno della fuga di Ben Ali, all'interno della stazione di polizia di Bourj Louzir, a poche centinaia di metri dall'aeroporto di Tunisi e poco lontano dalla citta' costiera di La Goulette, un comune a nord di Tunisi, del quale era sindaco dallo scorso maggio. Secondo altri invece si trovava in quel momento nella caserma di l'Aouina, sempre a Tunisi e sempre nei dintorni dell'aeroporto, con la minaccia di un imminente arresto da parte dell'esercito.
La polizia tunisina dal canto suo ha trovato un ingente quantitativo di armi nascoste in una delle ville del clan dei Trabelsi, i familiari della moglie dell'ex presidente Zine el-Abidine Ben Ali. Come ha mostrato la tv di stato tunisina nel suo telegiornale, gli agenti hanno trovato casse di fucili di precisione, pistole, fucili da caccia e cartucce, nascoste nel giardino della residenza. Mercoledì l'emittente ha reso noto l'arresto di 33 membri del clan Trabelsi, accusati di essersi accaparrati illecitamente beni e proprietà in Tunisia. In particolare sono state mostrate alcune lussuose residenze ad Hamamet usate dai familiari della moglie di Ben Ali per le vacanze estive.
