Roma, 21 gen. (Adnkronos/Ign) - Una settimana di proroga per il federalismo fiscale. Il Consiglio dei ministri ha infatti deciso il rinvio di sette giorni dei termini per il voto del parere sul decreto attuativo del federalismo municipale che doveva essere esaminato dalla Commissione bicamerale entro il 28 gennaio. Il governo ha condiviso le richiese dell'Anci sul federalismo, ha assicurato il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Con il ministro Tremonti e con La Loggia - ha detto Calderoli - abbiamo concordato una serie di risposte positive a dei quesiti posti dall'Anci. Ritengo che si sia ricomposta la posizione del governo rispetto alla stessa Anci e che ci sia una sostanziale condivisione delle richieste". ''La decisione di oggi - ha aggiunto - conferma che vogliamo andare avanti sulla strada del dialogo'' e che su questo provvedimento ''vogliamo spaccare anche il capello''. Calderoli ha poi puntualizzato che il Consiglio dei ministri ha deciso una settimana di proroga per approfondire le nuove proposte arrivate nella bicameralina e non per un rinvio dell'esame. ''E' andata bene, c'è solo qualche giorno per leggere gli emendamenti'' ha commentato a Montecitorio il leader della Lega Nord, Umberto Bossi. Comunque il federalismo passerà? "Spero di sì", ha replicato il ministro per le Riforme che è tornato a ribadire: ''Se ci sono i numeri si può andare avanti, altrimenti c'è sempre il voto". E a chi gli chiedeva se le elezioni ad oggi sono più lontane, il Senatur ha risposto: "Spero di sì". "A noi interessano risposte positive sui temi che abbiamo proposto, se una settimana in più serve per approfondire e dare risposte in quel senso, ben venga" ha detto all'Adnkronos il sindaco di Torino e presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino. "Comunque - ha aggiunto - anche di fronte alle posizioni che sono emerse in Commissione bicamerale, il rinvio mi sembra saggio, ma non so se sufficiente. Ma questo non sono in grado di valutarlo ora, valuteremo i testi che ci verranno proposti". "Resta fermo - ha concluso Chiamparino - che nostro giudizio dipenderà dalle risposte ai punti che abbiamo sollevato e che tutti conoscono, perché li abbiamo consegnati ieri nero su bianco". Critico il Partito democratico. ''Avevamo ragione noi - ha dichiarato il responsabile enti locali del Pd, Davide Zoggia - Prendiamo atto che c'è stata una decisione sulla proroga ma dobbiamo essere oggettivi e dire la verità: la proposta di rinvio di una settimana è solo una presa in giro. I problemi posti dal Pd sugli ultimi due decreti legislativi di attuazione sul federalismo sono reali e profondi. E' materialmente impossibile procedere alle modifiche da noi avanzate al pari di quelle sostenute dalle altre forze politiche e dai sindaci in pochi giorni. I testi devono essere riscritti prendendo il tempo che sarà necessario e tenendo conto degli importanti rilievi emersi in questi mesi''. Per il terzo polo, che oggi ha presentato le proprie proposte di modifica al testo del governo, i sette giorni di proroga concessi dal governo sono pochi. La richiesta è di una proroga di 6 mesi della delega, in scadenza il 21 maggio, della legge 42 che introduce la riforma federalista. La posizione del terzo polo, che ha annunciato un emendamento al 'Milleproroghe', è stata illustrata in una conferenza stampa alla quale hanno preso parte per Fli Mario Baldassarri, per Api Linda Lanzillotta e per l'Udc Gianluca Galletti. Eloquente la risposta di Bossi che interpellato a Montecitorio sulla richiesta di Fli ha preso il microfono di una cronista della radio e sorridendo ha fatto una pernacchia.