Città del Vaticano, 21 gen. - (Adnkronos/Ign) - L'epoca in cui viviamo è segnata da un indebolimento della morale nei comportamenti personali, il che ha come conseguenza un affievolimento dei principi etici su cui si fonda il diritto. E' quanto ha detto questa mattina il Papa ricevendo in udienza i dirigenti e il personale della Questura di Roma. ''L'epoca in cui viviamo - ha detto il Pontefice - è percorsa da profondi cambiamenti'' e ''questi mutamenti - ha aggiunto Benedetto XVI - generano talvolta un senso di insicurezza, dovuto in primo luogo alla precarietà sociale ed economica, acuita però anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza''. ''Il nostro mondo, con tutte le sue nuove speranze e possibilità, è attraversato, al tempo stesso, dall'impressione che il consenso morale venga meno e che, di conseguenza, le strutture alla base della convivenza non riescano più a funzionare in modo pieno''. Da qui il richiamo di Benedetto XVI perché le istituzioni pubbliche ritrovino "le loro radici spirituali e morali''. E', secondo il Pontefice, la vera sfida dell'epoca. E questa "esige che Dio e uomo tornino ad incontrarsi, che la società e le istituzioni pubbliche ritrovino la loro 'anima', le loro radici spirituali e morali, per dare nuova consistenza ai valori etici e giuridici di riferimento e quindi all'azione pratica''. Intanto, lunedì la Conferenza episcopale italiana (Cei), come riferito dal presidente, cardinale Angelo Bagnasco, discuterà il caso Ruby, dopo che ieri il segretario di Stato Vaticano, card. Tarcisio Bertone, rispondendo ai cronisti in merito alle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, aveva parlato di un turbamento della Santa Sede. E torna a commentare la vicenda 'Famiglia Cristiana', che in un editoriale sul sito web sottolinea come nelle parole di Bertone, ''molti avranno letto smarrimento, e addirittura angoscia per l'effetto che lo scandalo sta producendo fra le famiglie e i giovani''. Ed è in questo, si spiega, che sta ''il punto, vero e indiscutibile, di una vicenda che purtroppo i media trasmettono alla società nel segno di una spaventosa corruzione collettiva, dai vertici politici alle periferie urbane''. ''Tra le molte conseguenze che l'evo berlusconiano ha avuto e continua imperterrito ad avere sulla società italiana - afferma il settimanale dei paolini - c'è senza dubbio la divisione politica nel mondo cattolico, che non era riuscita a nessuno prima del Cavaliere nella storia repubblicana''. ''Proprio mentre la Chiesa annuncia un decennio programmato alla rieducazione cristiana della gioventù - rileva Famiglia cristiana - da Arcore, dai suoi sostenitori e dai suoi critici soprattutto in tv, viene un messaggio opposto, di indecente rappresentazione del modo di vivere di tre generazioni, dei nonni, dei padri e dei figli''. ''E la posta in gioco, politicamente parlando - conclude - è di una evidente meschinità: come voteranno i cattolici alle prossime elezioni?''.