Meredith, clochard verrà sentito di nuovo. Affidato incarico a periti per esame del dna
Perugia, 22 gen. (Adnkronos) - Il clochard Antonio Curatolo, che in primo grado era diventato uno dei testimoni chiave del processo ad Amanda Knox e Raffaele Sollecito, verrà nuovamente sentito nel procedimento di secondo grado. Lo ha chiesto questa mattina la procura generale rappresentata dal procuratore Giancarlo Costagliola e dal pubblico ministero Manuela Comodi, come controprova ai testimoni della difesa Sollecito ammessi la scorsa volta dalla corte.
Oltre a Curatolo, che in primo grado disse di aver visto Amanda e Raffaele nei pressi della casa del delitto, la sera in cui Meredith venne uccisa, la procura ha chiesto e ottenuto che vengano ascoltati la dirigente della sezione omicidi della squadra mobile di Perugia Monica Napoleoni e l'ufficiale di polizia municipale Isabella Lucarelli.
Tutte le tre testimonianze, nelle intenzioni dei magistrati, dovrebbero smentire quanto sostenuto dalla difesa di Raffaele Sollecito. Gli avvocati Luca Maori e Giulia Bongiorno con le loro indagini difensive hanno intenzione di dimostrare che la sera dell'omicidio di Meredith Kercher, nel punto in cui Antonio Curatolo disse di aver visto navette in partenza per le discoteche del perugino, non c'era alcun autobus, in quanto i locali erano chiusi. I testimoni della procura affermeranno invece che quella sera c'erano comunque degli autobus in transito nella piazza in questione e alcuni locali erano aperti. In ultima istanza poi, sarà lo stesso Antonio Curatolo a riferire nuovamente sulla circostanza. La difesa Knox, con gli avvocati Luciano Ghirga e Carlo Dalla Vedova, ha fatto opposizione alla richiesta dell'ammissione della controprova della procura generale, mentre la difesa di Raffaele Sollecito ha chiesto l'esclusione solo per Curatolo. La Corte, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha deliberato l'ammissione delle richieste della procura generale.
La Corte d'assise d'appello ha inoltre formalmente affidato l'incarico peritale sul coltello e sul gancetto del reggiseno di Meredith alla professoressa Carla Vecchiotti e al professor Stefano Conti dell'istituto di medicina legale dell'Università La Sapienza di Roma. I due esperti hanno chiesto 90 giorni di tempo per poter espletare il loro incarico. Dovranno nello specifico valutare se è possibile eseguire nuovi esami sui reperti, che nel caso verranno espletati alla presenza di tutti i periti di parte. La Corte ha individuato la data del 21 maggio per l'udienza in cui verranno esposti i risultati.
Intanto sono state fissate altre tre date, il 12 e il 26 marzo e il 16 aprile, per ascoltare i testimoni ammessi dalla Corte d'assise d'appello.
I periti nominati dalla Corte d'assise d'appello di Perugia hanno annunciato che inizieranno le operazioni peritali il 9 febbraio prossimo al laboratorio genetico forense dell'istituto di medicina legale della Sapienza. I professori Carla Vecchiotti e Stefano Conti hanno anche chiesto di poter aprire il manico del coltello ritenuto l'arma del delitto nell'omicidio di Meredith Kercher. Alla richiesta dei periti, però, la procura generale, che non ha fatto opposizione formale, ha sottolineato come non rientri nei quesiti posti dalla Corte. Si è invece formalmente opposta la parte civile che rappresenta la famiglia Kercher. Si sono detti a favore di ulteriori accertamenti i legali di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il presidente della corte d'assise d'appello Claudio Pratillo Hellmann ha stabilito infine che se i periti ravviseranno "l'assoluta necessità" dell'operazione dovranno porre un quesito specifico che verrà valutato successivamente. La perizia sul gancetto del reggiseno di Meredith Kercher, dove la polizia scientifica isolò il dna di Raffaele Sollecito, e sul coltello, dove vennero isolati i profili di Amanda e di Meredith, verrà depositata entro il 9 maggio prossimo per dare tempo alle parti di studiarla entro l'udienza del 21 maggio.
Amanda Knox e Raffaele Sollecito sono stati condannati in primo grado per l'omicidio di Meredith Kercher rispettivamente a 26 e 25 anni. Per lo stesso omicidio Rudy Guede è stato condannato a 16 anni. La sentenza è stata confermata dalla Cassazione.
