Tunisi, cortei contro il governo ad interim. Procede la 'carovana della liberazione'
Tunisi, 23 gen. (Adnkronos/Dpa) - Nuove dimostrazioni in Tunisia per chiedere le dimissioni del governo ad interim. Secondo la radio francese, un migliaio di persone sono arrivate nella capitale da Sidi Bouzid, la località dove sono iniziate le proteste.
In gran parte giovani, i dimostranti scandiscono slogan come "il popolo vuole rovesciare il governo", chiedendo un governo "pulito", ovvero senza alcun rappresentante del regime dell'ex presidente Zine el Abidine Ben Ali. Centinaia di persone sono in cammino a piedi verso Tunisi con la "carovana della liberazione" e dovrebbero arrivare nella capitale entro pochi giorni. Intanto i sindacati hanno chiesto agli insegnanti di scioperare, quando scuole e universita' verranno riaperte la prossima settimana.
Secondo un'analisi di Giuliano Amato bisognerebbe dare "una mano all'evoluzione democratica della Tunisia. Per tutto il mondo arabo potrebbe essere l'alba di un nuovo giorno".
L'ex premier scrive che in Tunisia, dove non c'è la rendita petrolifera a differenza di tanti altri Stati arabi, le "difficili condizioni economiche e sociali che hanno portato alla rivolta non avevano alimentato forti correnti fondamentaliste", e il partito islamico di cui si attende l'uscita dall'illegalità "è un partito moderato, contrario al governo dei chierici".
Amato sottolinea che in Tunisia "la cultura occidentale non è mai stata bandita" e rilancia la frase di un suo interlocutore tunisino: "La Tunisia sarà perduta alla causa della democrazia il giorno che Voltaire sarà vietato nelle nostre scuole". E anche rispetto a quanto accade in Paesi "non chiusi come l'Egitto" la lezione tunisina va studiata con attenzione soprattutto favorendo "la diffusione della libera impresa di mercato".
