Roma, 24 gen. (Adnkronos/Labitalia) - Reprimere ogni fenomeno di intermediazione illecita di manodopera basato sullo sfruttamento dello stato di bisogno o di necessita' dei lavoratori interessati. Questo l'obiettivo della proposta di legge contro il caporalato, presentata oggi a Roma dalle categorie dell'edilizia e dell'agroindustria della Cgil, la Fillea e la Flai, in occasione dell'assemblea nazionale quadri e delegati. La legge promuove l'integrazione dei lavoratori stranieri e dei lavoratori di lunga disoccupazione o svantaggiati in genere, con particolare riferimento ai settori dell'edilizia e dell'agricoltura. Lo Stato, le Regioni, gli enti territoriali, gli uffici territoriali del governo e ogni altra autorita' competente sono chiamate a stipulare protocolli di intesa con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali comparativamente piu' rappresentative al fine di promuovere l'integrazione, nonche' creare le condizioni per lo svolgimento del lavoro in piena regolarita', legalita', sicurezza e dignita'. Chiunque svolga un'attivita' organizzata, si legge nella proposta, al fine della intermediazione di forza lavoro, sfruttando la disponibilita' altrui, causata dallo stato di bisogno o di necessita' in cui costui versa, a compiere una prestazione lavorativa in assenza di piena e totale tutela di legge, e' punito alla reclusione da cinque a otto anni. Costituiscono aggravante specifica e comportano l'aumento della pena da un terzo alla meta' la minore eta' dei lavoratori intermediati e l'aver commesso il fatto esponendo i soggetti intermediati a situazioni di grave pericolo, avuto riguardo alle caratteristiche delle prestazioni da svolgere e delle condizioni di lavoro. Il ministero del Lavoro, di concerto con i centri per l'impiego, promuove l'istituzione di corsi di lingua italiana per i lavoratori stranieri e sostiene iniziative e campagne informative aventi ad oggetto le tematiche trattate nella proposta di legge.