Caccia all'uomo per gli alleati di Ben Ali. Nuove proteste a Tunisi
Tunisi, 24 gen. (Adnkronos/Aki) - Nuove proteste contro il governo ad interim a Tunisi, dove la polizia ha iniziato una caccia all'uomo nei confronti degli alleati del deposto presidente Zine El Abidine Ben Ali. Gli agenti hanno arrestato Abdel Wahab Abdallah, ex ministro e consigliere per la presidenza da tempo ricercato, mentre, come riferisce l'agenzia di stampa tunisina 'Tap', domenica due funzionari di alto rango, Abdallah Kallel e Abdelaziz Ben Dhia, sono stati posti agli arresti domiciliari.
Anche il capo della stazione televisiva privata 'Hannibal tv', Larbi Nasri, e suo figlio sono stati arrestati per ''alto tradimento'' e ''complotto'' contro la sicurezza dello Stato.
Intanto gli scontri proseguono
nel centro di Tunisi tra manifestanti e agenti della polizia. Secondo l'inviato della tv satellitare 'al-Arabiya', le forze dell'ordine hanno usato i gas lacrimogeni per disperdere una manifestazione organizzata nel centro della capitale contro il governo di unità nazionale del premier Mohammed Ghannouchi e per chiedere l'esclusione dalla vita politica del partito dell'ex presidente Ben Ali, l'Rcd.
Nel Paese anche uno sciopero del personale docente delle scuole medie superiori e delle università contro il governo: secondo quanto riferisce l'inviato della tv satellitare 'al-Jazeera', lo sciopero, che coincide con il giorno della riapertura delle scuole e delle università dopo le proteste delle scorse settimane, ha registrato un'alta percentuale di adesioni.
A proclamare l'agitazione è stata l'Unione generale del lavoro, il principale sindacato tunisino, per chiedere l'allontanamento degli esponenti del regime di Ben Ali dall'attuale esecutivo.
Intanto il presidente francese Nicolas Sarkozy, durante la conferenza stampa sul programma di presidenza francese del G8 e del G20, ha affermato di aver sottovalutato la disperazione della Tunisia. Parigi non "ha saputo valutare il livello di disperazione" del popolo tunisino. "Quando si è così vicini, quando i destini individuali e collettivi sono così intrecciati, non si ha sempre la distanza necessaria", ha spiegato. Sarkozy ha poi rivendicato "una certa riserva" della Francia sugli avvenimenti nelle sue ex colonie e protettorati, "in particolare in Algeria". "Il presidente della Repubblica francese deve tenere conto del peso della storia nel suo giudizio sull'evoluzione di ognuno di quei Paesi".
