Milano, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - I giudici del Tribunale civile di Milano hanno 'bocciato' il reclamo del Comune di Milano e del Ministero dell'Interno contro la decisione sull'assegnazione delle case popolari a 10 famiglie rom di via Triboniano. L'amministrazione comunale, infatti, aveva fatto ricorso contro l'ordinanza del giudice Roberto Bichi che aveva riconosciuto il diritto dei nomadi a entrare nelle case che gli erano state prima assegnate e poi negate. I giudici della prima sezione civile spiegano che "la scelta di rivedere l'assegnazione degli alloggi già destinati alle famiglie rom ha connotati evidentemente discriminatori in quanto risulta fondata esclusivamente su ragioni etniche". Durissimo il commento della Lega. "E' avvilente constatare come il respingimento del reclamo presentato dal Comune di Milano, contro l'ordinanza che di fatto aveva accolto le rimostranze di alcune famiglie nomadi di via Triboniano, sia in realtà l'ennesimo esempio di come le decisioni delle istituzioni possano essere sovvertite senza porsi troppi dubbi o problemi" attacca Davide Boni, presidente del Consiglio della Regione Lombardia. "Purtroppo - aggiunge - con questo atto si continua a percorrere una strada sbagliata, probabilmente nel timore che ascoltare i diritti delle istituzioni e dei cittadini milanesi equivalga a commettere un torto nei confronti di chi non ha mai dimostrato di volersi pienamente integrare sul nostro territorio". Critico anche il Pdl. Secondo Romano La Russa, coordinatore provinciale del partito e assessore regionale alla Sicurezza, "la decisione espressa dai giudici milanesi rischia di far passare un concetto pericoloso e fuorviante: in maniera provocatoria, si può affermare che ormai le graduatorie per l'assegnazione delle case popolari le fanno i tribunali, senza tenere conto del giudizio espresso legittimamente dalle istituzioni". "Pur rispettando le sentenze - sottolinea La Russa - ribadisco che bocciare il ricorso presentato dal Comune di Milano potrebbe portare a una lenta ma inesorabile delegittimazione del mondo istituzionale, specialmente agli occhi dell'opinione pubblica". Per l'assessore regionale "consegnare alloggi ai rom senza passare dalle liste comunali e in barba alle necessità di migliaia di cittadini che pazientemente stanno aspettando da anni una sistemazione decorosa, porta - conclude - a una sorta di 'discriminazione al contrario'".