Il Cairo, 25 gen. (Adnkronos/Aki/Ign) - Un gruppo di manifestanti è riuscito a scavalcare i cordoni di sicurezza creati intorno al Museo egizio del Cairo, nel centro della capitale, e ad entrare nell'edificio. Lo scrive il sito di al-Shorouk, secondo il quale alcuni gruppi di manifestanti sarebbero riusciti a mettere in fuga gli agenti della sicurezza. Nella zona, si legge ancora, un gran numero di auto parcheggiate per strada è andato distrutto. Sono più di 30mila le persone scese in piazza al Cairo per manifestare contro il governo nella cosiddetta 'Giornata della rabbia'. A fornire la cifra è stato il portavoce del movimento di opposizione egiziano '6 Aprile', Mohammed Adel, in un'intervista ad Aki-Adnkronos International. "La polizia ha usato i lacrimogeni e gli idranti per disperderci e ha arrestato più di 40 dei nostri - ha aggiunto - ma non abbiamo dati ufficiali sul numero dei manifestanti e degli arresti nel resto del paese". A Dar El Salam, a sud del Cairo, i dimostranti sono scesi in piazza al grido di 'pane e libertà'. Negli scontri scoppiati al Cairo tra dimostranti e agenti di polizia almeno cinque manifestanti sono rimasti feriti. Lo riferisce l'agenzia di stampa 'Dpa', precisando che gruppi di dimostranti si sono diretti verso l'edificio che ospita la sede del ministero degli Esteri intonando slogan contro il presidente Hosni Mubarak, come 'Mubarak, cosa stai facendo con i nostri soldi?' e 'Via, via, vogliamo il cambiamento'. Alla giornata di protesta proclamata dall'opposizione in diverse province egiziane, tra cui Alessandria, hanno aderito, oltre al movimento '6 Aprile', i liberali egiziani, tra cui il partito 'al-Ghad', ma anche i Fratelli Musulmani, il partito 'al-Wafd' e il movimento che fa capo a Mohammed ElBaradei. I manifestanti chiedono profondi cambiamenti nel paese e in particolare l'abolizione dello stato d'emergenza introdotto nel 1981, oltre alle dimissioni del ministro dell'Interno, Habib al-Adly, e una legge che limiti a due il numero massimo dei mandati presidenziali. Il ministro dell'Interno ha emesso un ordine di ''arresto per chiunque esprima illegalmente i suoi punti di vista''. Le auto della polizia e della sicurezza hanno creato un cordone di protezione nei luoghi indicati per la protesta e bloccato le principali strade della capitale. Per ragioni di sicurezza, le ambasciate degli Stati Uniti e del Canada hanno emesso un comunicato con il quale consigliano ai propri cittadini di evitare i luoghi dove si tengono le manifestazioni. Anche alcuni gruppi di beduini che risiedono nella penisola del Sinai hanno deciso di prendere parte alle proteste di oggi contro il governo egiziano, mentre le chiese copte hanno oggi tenuto messe per pregare a favore della stabilità dell'Egitto e invitato i fedeli a non partecipare alle manifestazioni. Le forze di sicurezza egiziane oggi hanno chiuso la sede del partito El Ghad guidato da Ayman Nour in piazza Talaat Harb. Lo ha riferito lo stesso politico egiziano, arrestato nel gennaio del 2005 dal governo di Hosni Mubarak e rilasciato nel febbraio del 2009 per motivi di salute. Il suo partito chiede una riforma costituzionale mirata a limitare i poteri del presidente e ad aprire le elezioni presidenziali a più candidati. Recentemente Nour è stato aggredito dopo aver annunciato la sua intenzione di candidarsi alle presidenziali.