Delitto via Poma, sentenza attesa domani: per Raniero Busco chiesto l'ergastolo
Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - Si riuniranno domani in Camera di Consiglio i giudici della Terza Corte d'Assise di Roma, presieduta da Evelina Canale, per emettere la sentenza di primo grado sull'omicidio di Simonetta Cesaroni
. Unico imputato è Raniero Busco, all'epoca del delitto fidanzato della giovane. La ragazza venne uccisa il 7 agosto 1990 in un appartamento di via Poma , nel quartiere Prati a Roma. Simonetta fu colpita con 29 coltellate negli uffici romani dell'Associazione degli ostelli della gioventù.
Si avvia così verso la conclusione il processo celebrato per un omicidio rimasto senza colpevoli per 20 anni. Prima della Camera di Consiglio ci saranno le controrepliche delle parti civili e del pubblico ministero Ilaria Calò che ha chiesto per Raniero Busco la condanna all'ergastolo. Il pm nella requisitoria del 7 gennaio scorso ha sottolineato che ''per uccidere Simonetta Cesaroni bastavano tre coltellate. Le altre sono segno di crudeltà e non vi sono dubbi anche sulla base di perizie tecnico-scientifiche che la responsabilità di quel delitto avvenuto 20 anni fa sono di Busco''. Ha ribadito, invece, l'innocenza del suo assistito, l'avvocato Paolo Loria, difensore di Raniero Busco.
Nel corso delle conclusioni gli avvocati Federica Mondani e Massimo Lauro legali di parte civile di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, hanno chiesto due milioni di risarcimento con una richiesta di provvisionale di 200mila euro e il sequestro conservativo della casa di Raniero Busco. La richiesta di un milione di euro di risarcimento è stata avanzata, invece, dall'avvocato Lucio Molinaro, legale di parte civile di Anna Di Giambattista, madre di Simonetta. Centomila euro sono stati, infine, richiesti sempre a titolo di risarcimento dall'avvocato Andrea Magnanelli, legale di parte civile del Comune di Roma. La somma, ha spiegato l'avvocato,verrà destinata a fini di sicurezza per Roma Capitale'.
