Delitto via Poma, Corte in camera consiglio Busco rischia l'ergastolo: "Sono innocente"
Roma, 26 gen. - (Adnkronos) - La sorte di Raniero Busco accusato dell'omicidio di Simonetta Cesaroni si deciderà in giornata. La terza Corte d'Assise presieduta da Evelina Canale è entrata in Camera di Consiglio alle 12.25 dopo che il pubblico ministero, parti civili e difesa avevano rinnovato con le loro repliche le conclusioni processuali.
''Io so di essere innocente e di non aver fatto nulla. Ho fiducia nella giustizia e per questo devo essere ottimista, altrimenti è finita'', ha detto Busco, unico imputato per il delitto di via Poma, al termine delle repliche del pm, della difesa e delle parti civili. Busco, presente oggi in aula, è accompagnato dalla moglie Roberta Milletari'.
Questa mattina ad aprire il discorso è stato il pubblico ministero Ilaria Calò, non per introdurre nuovi argomenti con i quali confutare le conclusioni dell'avvocato Paolo Loria, difensore di Busco che sostiene la totale innocenza del suo cliente, ma per ricordare alla Corte che in requisitoria e anticipatamente ogni risposta contraria alle argomentazioni difensive è già stata data. Capitolo per capitolo il pubblico ministero ha ripercorso la sua requisitoria, indicando alla Corte tutti i punti sui quali, anticipatamente, ha già risposto alle argomentazioni dell'avvocato Loria. E tutto quanto da lei già illustrat6o, ha sostenuto, porta a concludere senza ombra di dubbio sulla responsabilità di Raniero Busco.
Non c'è dubbio, e lo conferma il Dna raccolto nell'appartamento del delitto e sulla stessa Cesaroni che è stato lui ad infierire su Simonetta Cesaroni, che è stato lui a lasciare sul seno della vittima il segno del morso. ''Un morso - ha detto la Calò - dato contestualmente all'omicidio. E' questa una certezza dal punto di vista medico-legale. Il morso è stato prodotto contemporaneamente a tutte le altre ferite inferte in un breve arco di tempo. Ventinove colpi''. Per il pubblico ministero, con riferimento al morso, i consulenti della difesa hanno basato la loro relazione scientifica prendendo in considerazione solo i punti della lesione che potevano servire per sostenere la non corrispondenza del segno del morso con l'arcata dentale di Busco, arcata ''unica e non modificata dal trascorrere del tempo''.
"Riesaminando l'ultima discussione mi è sembrato che la difesa di Raniero Busco abbia ricostruito questa vicenda in maniera singolare e originale", sottolinea dal canto suo l'avvocato Massimo Lauro che, insieme a Federica Mondani, è il legale di parte civile di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta. "L'imputato - ha aggiunto l'avvocato Lauro nel corso delle repliche davanti alla terza Corte d'Assise - durante il suo esame non ha mai specificato dove si trovava e cosa stava facendo quando è stato commesso l'omicidio. La difesa avrebbe potuto chiedere di effettuare delle perizie - ha aggiunto l'avvocato - ma forse non lo ha fatto per timore di una conferma inequivocabile. Se la corte si convince che le consulenze sono valide la soluzione non può essere che una".
