Caso Ruby, Famiglia cristiana: Italia sbertucciata nel mondo, ecco la vera gogna
Città del Vaticano, 26 gen. (Adnkronos) - ''La vera gogna mediatica è quella di un Paese sbertucciato nel mondo, con credibilità al ribasso e danno d'immagine che si farà fatica a recuperare. Non certo per colpa dei media che 'mettono a nudo il re'. I nostri ragazzi all'estero sono apostrofati come 'italiani bunga bunga', e non è una lusinghiera definizione''. E' quanto scrive il direttore di Famiglia cristiana, don Antonio Sciortino, nella rubrica delle risposte ai lettori del numero del settimanale in edicola tornato sul 'Rubygate' e sulla caduta di credibilità del Paese.
Famiglia cristiana ospita quattro pagine di lettere di protesta dei lettori verso il premier e le notizie relative agli scandali e alle inchieste che lo riguardano. ''Per guidare il Paese - spiega ancora il direttore di Famiglia cristiana - occorre compostezza e decoro. Oltre alla coerenza tra principi e comportamenti privati. Altrimenti, crolla la credibilità. Mentre ipocrisia e opportunismo non aiutano il Paese a crescere. E non solo a livello morale''.
''Il Paese - prosegue don Sciortino - è bloccato da mesi sul pettegolezzo e su vicende personali. Miseramente. Nessuno parla più della grave crisi economica. Né serve l'invadente controffensiva mediatica (con l'immolazione di 'eroici difensori' ed eroine che, tra pianti e urla, entrano ed escono dai dibattiti televisivi) a coprire l'immobilismo. O a difendere l'indifendibile''.
Famiglia cristiana ricorda poi i pronunciamenti critici del Papa, del cardinale Tarcisio Bertone e del cardinale Angelo Bagnasco. ''Il mondo cattolico - rileva Famiglia cristiana - ha reagito compatto, più che in passato. E se una parte di esso fatica ad aprire gli occhi e, giustamente, chiede prudenza e attesa dell'esito dei procedimenti, a torto tace sul rispetto delle istituzioni e sulla chiarezza da fare nelle sedi competenti. E in tempi rapidi, per fugare anche il minimo sospetto che chi guida il Paese e lo rappresenta, lo fa calpestando il decoro che l'alto ruolo richiede. Anche secondo la Carta costituzionale''.
