Il Cairo, 26 gen. - (Adnkronos/Aki) - E' stato ignorato il divieto delle autorità egiziane di organizzare per oggi nuove manifestazioni. Sono diverse infatti le proteste spontanee sorte in tutto l'Egitto. Almeno 3mila persone stanno manifestando nel centro del Cairo. In particolare la manifestazione si sta svolgendo lungo Ramses Street, davanti la sede della Corte Suprema. La polizia egiziana è inoltre intervenuta nella tarda mattinata nella periferia della capitale per disperdere una dimostrazione organizzata dai gruppi di opposizione. Violenti scontri con la polizia si registrano nel centro del Cairo e a Suez. Lo riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya'. Nonostante il divieto di manifestazioni proclamato dal ministero dell'Interno, la polizia non riesce a impedire a gruppi di oppositori di tenere proteste spontanee in diverse zone del paese. Per questo la polizia ha blindato la centralissima piazza 'Tahrir' del Cairo dove si erano dati appuntamento i militanti del gruppo '6 aprile' e dove si è svolta la manifestazione di ieri. Le manifestazioni in corso oggi in diverse città (un'altra è stata dispersa ad Alessandria), sono state proclamate attraverso 'Facebook'. Per questo motivo le autorità egiziane lo hanno reso inaccessibile a tutti gli utenti che si collegano dall'Egitto. Ma '6 aprile' ha già iniziato far circolare tra i suoi militanti un programma, chiamato 'Hotspot', per aggirare i blocchi imposti dal governoil governo sembrerebbe volere impedire un coordinamento in rete della protesta. Resta dunque alta la tensione in Egitto all'indomani delle numerose proteste, alcune delle quali sfociate in scontri con la polizia che hanno provocato la morte di 4 persone, 3 manifestanti e un poliziotto. Un quinto manifestante è morto oggi a causa delle ferite riportate. Tutti sarebbero stati sepolti in gran segreto all'alba di oggi senza che i cadaveri siano stati analizzati dai medici legali. Secondo fonti delle associazioni locali per la difesa dei Diritti umani ci sarebbero inoltre circa 400 i manifestanti feriti negli scontri di ieri. Mentre per Gamal Eid, direttore esecutivo dell'ong Network Arabo per i Diritti Umani, almeno 400 manifestanti sono stati arrestati nel corso delle proteste antigovernative che si sono svolte ieri. La maggioranza degli arresti, ha precisato Eid, sono avvenuti nella notte, quando la polizia è intervenuta con la forza per disperdere i manifestanti che protestavano nella capitale. La polizia egiziana è stata invece costretta a rilasciare il giornalista Yahya Qalash, arrestato poco prima mentre si trovava nella sede del sindacato della stampa al Cairo. Secondo 'al-Jazeera', i suoi colleghi hanno manifestato davanti alla sede sindacale, costringendo gli agenti a liberare il collega. Qalash è il Segretario generale del sindacato della stampa egiziana. I giornalisti stanno inoltre protestando contro il governo e contro l'uso della forza contro i manifestanti. Per il Cairo le manifestazioni antigovernative rappresentano "una sfida spudorata" all'autorità dello Stato. E' quanto ha sottolineato in una nota il ministero dell'Interno egiziano, stando a quanto ha riportato il sito web del quotidiano 'al-Masry al-Youm'. Nella nota, il ministero ha invocato la fine delle proteste per evitare "ripercussioni negative sulla sicurezza pubblica". In un commento rilasciato ai media egiziani, il ministro dell'Interno egiziano, Habib al-Adli, ha comunque precisato che la polizia "è stata in grado di dissaduere dal compiere violazioni della sicurezza". Secondo gli attivisti egiziani, la polizia ha eseguito centinaia di arresti nelle proteste che si sono tenute ieri. Tre manifestanti sono morti negli scontri a Suez, a nordest del Cairo, mentre un poliziotto è deceduto nella capitale.