Delitto via Poma, 24 anni a Busco. Proteste in Aula dopo la sentenza
Roma, 26 gen. - (Adnkronos) - Raniero Busco è stato condannato a 24 anni per l'omicidio di Simonetta Cesaroni avvenuto il 7 agosto 1990. Dopo oltre tre ore di camera di consiglio, la terza Corte d'Assise presieduta da Evelina Canale oltre a dichiarare l'ex fidanzato della vittima colpevole del delitto ascrittogli con attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante, lo ha condannato al pagamento delle spese processuali.
Alla lettura della sentenza, l'uomo ha lasciato l'aula bunker di Rebibbia visibilmente scosso, accompagnato dal fratello e dalla moglie Roberta Milletarì. Unico imputato per il delitto di via Poma, rischiava l'ergastolo: ''Io so di essere innocente e di non aver fatto nulla. Ho fiducia nella giustizia e per questo devo essere ottimista, altrimenti è finita'', aveva detto.
Dal pubblico si sono levate voci di disapprovazione per il verdetto dei giudici.
"Abbiamo sempre avuto fiducia nella giustizia e nel lavoro dei pm. Dal momento in cui ci sono state presentate le prove siamo state convinte della colpevolezza di Busco", è stato il primo commento della madre e della sorella di Simonetta.
"Vivremo sempre nel dolore", ha detto dal canto suo Giuseppa De Luca, moglie di Pietrino Vanacore, portiere dello stabile di via Poma quando la giovane venne assassinata: l'uomo si è suicidato lo scorso marzo. Interpellata dall'ADNKRONOS, la vedova Vanacore aggiunge soltanto: "Soltanto noi sappiamo quello che abbiamo passato e non si cancellerà mai".
La Corte dichiara inoltre "il predetto interdetto in perpetuo dai pubblici uffici nonché legalmente interdetto durante la pena con sospensione dell'esercizio della potestà genitoriale. Condanna Busco al risarcimento dei danni in favore delle parti civili Cesaroni Paola, Di Giambattista Anna e il Comune di Roma da liquidarsi in separata sede. Assegna a Cesaroni Paola una provvisionale immediatamente esecutiva di euro 100 mila; a Di Giambattista Anna una provvisionale immediatamente esecutiva di 50 mila euro. Rigetta la richiesta di provvisionale avanzata dal Comune di Roma. Condanna infine Busco alla rifusione, in favore delle parti civili, delle spese legali dalle stesse sostenute, che liquida per la parte civile Cesaroni Paola di complessivi euro 10 mila; per la parte civile di Di Giambattista Anna di complessivi euro 18 mila; per il Comune in complessivi 5 mila euro".
Le motivazioni della sentenza verranno depositate entro 90 giorni.
