Fiat, migliaia in piazza: Camusso fischiata. Per l'azienda ricavi a 56,3 mld a fine 2010
Torino, 27 gen. - (Adnkronos/Ign) - Mentre il Cda Fiat presenta il bilancio del Gruppo, mentre a Bologna parte la protesta dei lavoratori contro il modello Marchionne e gli accordi siglati dal Lingotto. E' proprio dall'Emilia Romagna che si alza la voce dei metalmeccanici in attesa dello sciopero generale di domani che vedrà in corteo la Cgil con tutte le categorie al fianco della Fiom.
Migliaia di lavoratori (160 pullman sono arrivati da tutta la Regione) e studenti stanno prendendo parte alla manifestazione (organizzata da Fiom-Cgil) di Bologna. Un lungo serpentone, colorato da moltissime bandiere rosse del sindacato dei metalmeccanici dopo aver marciato al suono di alcuni tamburi e fischietti, si è fermato in piazza Maggiore dove parlano dal palco il segretario della Fiom Maurizio Landini e il leader Cgil Susanna Camusso. Quest'ultima fischiata dopo il suo intervento per non aver annunciato, come richiesto da Landini, lo sciopero generale.
Prima ancora di salire sul palco la Camusso fa osservare che "dal governo, se la smettesse di occuparsi di cose che stanno rendendo questo Paese lo zimbello del mondo, ci aspetteremmo che facesse il suo mestiere e cioè che chiamasse una grande impresa come la Fiat per avere chiarimenti sul piano investimenti, su come è fatto e cosa vuol dire sul piano dei modelli, della produzione, dello sviluppo e dell'occupazione''.
Duro l'intervento di Landini che punta il dito contro l'ad di Fiat, governo e sindacati. ''Nel mese di febbraio Marchionne faccia un altro sogno, si svegli meglio e riapra le trattative perché noi quegli accordi non li accettiamo e li metteremo in discussione in qualsiasi modo con azioni giuridiche, sindacali e contrattuali''. Anche Confindustria e Federmeccanica "devono sapere -prosegue Landini- che non ci fermeremo e andremo avanti fabbrica per fabbrica per riconquistare il contratto''.
Poi contro l'esecutivo guidato da Berlusconi. ''Un governo che sceglie di divertirsi, invece di affrontare i problemi veri del Paese deve vergognarsi''. E se la prende in particolare con il Lavoro, Maurizio Sacconi . "Continua - dice - con la litania che la Fiom non sarebbe un sindacato perché fa politica, ma se c'è uno che non fa il suo mestiere e non fa il ministro è proprio Sacconi'', che non ha "avuto il coraggio di chiedere alla Fiat e a Marchionne di scoprire le carte e dire cosa vuole fare''. Poi si rivolge agli altri sindacati, 'colpevoli' di aver accettato il ricatto, "perché se oggi ci sono i diritti è perché sono state fatte lotte unitarie. Così, invece, Fim e Uilm cancellano l'esistenza in questo Paese del sindacato federale. Fermatevi''
In corteo insieme ai due leader di Fiom e Cgil, hanno sfilato anche il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, e il segretario del Pd provinciale e regionale, rispettivamente, Raffaele Donini e Sfefano Bonaccini. In piazza, infine, il candidato a sindaco di Bologna del centrosinistra Virginio Merola.
A margine di un convegno, organizzato da Uil e Uilcom alla Luiss di Roma, il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi sottolinea che "in un tempo, nel quale, quando si determinano opportunità di professione e di lavoro, queste devono essere assolutamente colte e soddisfatte. Per cui l'interruzione della produzione deve essere considerato un male estremo".
Allo stesso convegno, il segretario generale Uil, Luigi Angeletti dopo aver sotenuto che ''per Pomigliano e Mirafiori ci sono state deroghe al contratto, come previsto dal contratto stesso", puntualizza: "Cerchiamo di fare cose utili per le persone che lavorano. Siamo estranei all'idea che il sindacato sia uno strumento per fini politici".
Intanto, al consiglio di amministrazione si presentano i dati del bilancio del Gruppo Fiat da cui emerge un forte calo dell'indebitamento netto nel 2010: si è attestato a 2,4 miliardi di euro (4,4 miliardi di euro a fine 2009). Un risultato che riflette principalmente la positiva performance operativa di tutti i business. La ripartizione dell'indebitamento netto industriale tra Fiat Post Scissione e Fiat Industrial, che tiene conto degli effetti della scissione avvenuta il 1° gennaio 2011, è di 0,5 miliardi di euro e 1,9 miliardi di euro rispettivamente.
Il 2010, inoltre, si è chiuso per il Gruppo con il superamento di tutti i target che già erano stati rivisti al rialzo. In particolare, l'utile netto è stato di 600 mln di euro, in miglioramento di un miliardo se si escludono gli oneri atipici. I ricavi sono stati pari a 56,3 mld, in aumento del 12,3%.
Anche le stime future sono più che positive. Per il 2011 si attende una crescita di ricavi in un range del 2-3% con un utile della gestione ordinaria nel range di 0,9-1,2 mld. Per Fiat industrial è confermato il piano presentato nell'aprile scorso con ricavi per il 2011 di circa 22 mld di euro e un utile della gestione ordinaria nel range di 1,2-1,4 mld. L'indebitamento netto industriale a fine 2011 è atteso su un livello di 1,5-1,8 mld di euro per Fiat e di 1,8-2 mld per Fiat Industrial.
Il cda di Fiat, infine, intende proporre all'Assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo complessivo di 155,1 milioni di euro: 151,6 mln di euro escludendo le azioni proprie ad oggi detenute.
