Egitto, proseguono scontri: ancora feriti. ElBaradei in piazza: "Pronto a governare"
Il Cairo, 27 gen. - (Adnkronos/Aki) - Prosegue la protesta anti Mubarak in Egitto. Violenti scontri si sono registrati anche oggi davanti alla centrale di polizia 'al-Arbain' a Suez. Un gruppo di manifestanti si è riunito davanti alla sede per chiedere il rilascio dei compagni arrestati ieri e detenuti presso la centrale. Nel corso degli incidenti ci sono stati dei feriti. Già questa mattina il sito dei Fratelli Musulmani denunciava la presenza di decine di manifestanti all'interno della centrale. Scontri sono avvenuti anche nella notte, tra manifestanti e polizia, al Cairo.
Le proteste dovrebbero comunque raggiungere un vero e proprio picco domani, quando l'ex presidente dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) e punto di riferimento dell'opposizione, Mohamed ElBaradei, rientrerà in Egitto e guiderà una manifestazione ad Alessandria.
"Tornerò al Cairo e andrò in strada, perché non c'è alcuna alternativa - ha detto da Vienna ElBaradei al sito Usa 'The Daily Beast' - A guardare questo numero impressionante di persone (che protesta, ndr) si spera che le cose non degenerino, ma al momento sembra che il regime non abbia recepito il messaggio". E sottolinea: "Sono pronto a governare in Egitto se la piazza me lo chiede". Poi l’invito al presidente Mubaraq "a ritirarsi", assecondando le richieste della piazza.
In queste ore i sostenitori di ElBaradei stanno inviando migliaia di sms per invitare le persone a "riunirsi nella piazza più vicina alla moschea dove si recano per la preghiera del venerdì e tenere lì una manifestazione contro il presidente Hosni Mubarak".
A poche ore dalla pubblicazione su Facebook, la convocazione della manifestazione di domani ha già raccolto oltre 24mila adesioni, nonostante le restrizioni imposte dalle autorità all'accesso alla rete. Dopo il blocco delle scorse ore a blog e social network, questa mattina, spiega 'al-Jazeera', è possibile accedere a Twitter dall'Egitto. Alcuni osservatori parlano di un blocco a Facebook, ma i gestori del sito assicurano che non si registra alcun calo del traffico dal paese.
"Sarà domani il vero giorno della collera in tutto il paese", hanno annunciato i dirigenti del raggruppamento Forze popolari nel corso del congresso del Fronte Democratico in corso ad 'al-Sharqiya', 100 chilometri a nord del Cairo.
Intanto la polizia egiziana ha rilasciato circa 200 manifestanti arrestati tra ieri e l'altro ieri durante le proteste che si sono svolte in diverse città dell'Egitto. La procura del Cairo ne ha invece rinviati a giudizio 40. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', l'imputazione nei loro confronti è di "aver tentato di sovvertire l'ordine costituito". Secondo il sito dei 'Fratelli Musulmani', in queste ore proseguono gli interrogatori delle centinaia di persone arrestate. I detenuti sarebbero stati portati nel tribunale che si trova nella zona di Abidin e in altri due tribunali nella periferia del Cairo.
Secondo un avvocato del Fronte egiziano di difesa dei manifestanti sono addirittura non meno di mille i manifestanti arrestati tra il Cairo, Alessandria, Mansoura e Suez. Mentre sono sei i morti di questi primi due giorni di protesta. Tra loro si conta anche un poliziotto. Ieri le autorità del Cairo hanno confermato solo l'arresto di 500 persone.
Tra le persone rilasciate ci sono anche i dieci giornalisti arrestati ieri al Cairo e in particolare il cronista Mohammed Abdel Quddus, presidente della commissione per la liberta' di stampa nel paese. Un'inviata della tv qatariota a Suez ha registrato, inoltre, la presenza di decine di feriti ricoverati nell'ospedale locale dopo gli scontri di ieri con la sicurezza.
