Copasir, Pdl e Lega non partecipano ai lavori. D'Alema: decisione immotivata
Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - Pdl e Lega Nord non parteciparanno alla sedute del Copasir
finché non verrà ripristinata la parità dei rappresentanti della maggioranza all'interno dell'organismo di controllo. La richiesta è stata reiterata oggi, in una conferenza stampa a Montecitorio, dai capigruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, della Lega Marco Reguzzoni, del vice capogruppo Pdl al Senato Gaetano Quagliariello e dal senatore Giuseppe Esposito, componente Pdl del Copasir.
E' stata sconvocata quindi la prevista audizione del sottosegretario con delega sui Servizi di sicurezza Gianni Letta che era in calendario per oggi.
Gli esponenti della maggioranza hanno invitato il presidente del Copasir, Massimo D'Alema a sospendere l'attività dell'organismo di controllo. Nel pomeriggio la replica a margine di una conferenza stampa, convocata a San Macuto. Per D'Alema ''la decisione di non partecipare alla riunione è immotivata''. D'Alema ha detto che la decisione dei rappresentanti di maggioranza di non prendere parte ai lavori del comitato ''è una forzatura che drammatizza e crea un conflitto di natura istituzionale e soprattutto paralizza l'attività di un organismo delicatissimo''.
Francesco Rutelli, leader di Api, si appella ai presidenti delle Camere perché "favoriscano un'intesa e collaborino perché l'attività del Copasir non venga interrotta". Secondo Rutelli "la nascita di nuovi gruppi parlamentari non può portare a una sospensione dell'attività del Copasir".
Per il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro "il Parlamento non può essere il luogo per la resa dei conti". ''Quando al suo interno la maggioranza addirittura ne impedisce il funzionamento - ha detto il leader dell'Idv a Montecitorio - , vuol dire che non ha più una linea politica né una maggioranza e quindi si deve andare a votare al più presto".
La vertenza parte il 14 dicembre, quando il governo ottiene la fiducia in Parlamento, determinando il passaggio di Futuro e Libertà all'opposizione e le conseguenti dimissioni del deputato di Fli Carmelo Briguglio dal Copasir, la cui legge istitutiva prevede una composizione paritaria dei membri di maggioranza e di opposizione (cinque più cinque) e lo stesso equilibrio numerico di senatori e deputati. Ieri, però, Briguglio ha comunicato di aver ritirato le dimissioni, sbilanciando, secondo i rappresentanti del Pdl e della Lega, la rappresentanza dei commissari a favore dell'opposizione che ora ha sei elementi, mentre la maggioranza solo quattro. Con le dimissioni di Briguglio si sarebbe dovuto procedere a un riassetto all'interno del Comitato: il 'patto' prevedeva che all'uscita di Briguglio, avrebbero fatto seguito le dimissioni di Giuseppe Caforio, senatore dell'Idv, per consentire l'ingresso del deputato pidiellino Pietro Laffranco e ripristinare il doppio equilibrio previsto dalla legge istituitiva. "E' evidente -ha osservato vice capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello- che ora ci troviamo di fronte a una situazione di assoluta illegalità". "Anche la Lega -ha spiegato Marco Reguzzoni - ha deciso di non partecipare ai lavori del Comitato, finché non verrà rispettata la legge".
Da parte sua il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto ha definito "paradossale" la vicenda e ha stigmatizzato il ruolo che, a suo avviso, ha avuto il presidente della Camera. "La mancata nomina di un sostituto di Briguglio si è prolungata inspiegabilmente per troppo tempo. Solo ieri, infatti, a 43 giorni dalla lettera di dimissioni presentata da Briguglio, abbiamo appreso che il presidente Fini aveva preso atto della volontà dell'esponente del suo partito". Per Cicchitto "si tratta di un autentico sgarbo fatto da Fini al Pdl". "Quindi - conclude - o viene ripristinata la legalità e ristabilito il rispetto della legge, oppure non metterò più piede al Copasir".
