Egitto, proseguono scontri:due morti. Mubarak apre: "Siamo pronti al dialogo"
Il Cairo, 27 gen. - (Adnkronos/Aki) - Prosegue la protesta anti Mubarak in Egitto. Due manifestanti sono morti negli scontri con la polizia avvenuti durante una manifestazione contro il governo nella parte settentrionale della penisola del Sinai, nel nord dell'Egitto. Di una prima vittima ha parlato la tv satellitare 'al-Arabiya', mentre la notizia dell'altro è stata data dall'agenzia di stampa cinese 'Xinhua'. Secondo quanto riporta il sito del giornale egiziano 'al-Wafd', il primo manifestante ucciso è morto nella cittadina di al-Sheikh Zuid, ucciso da un proiettile sparato da un poliziotto. La vittima si chiama Muhammad Atef e ha 22 anni. Il giovane sembra sia morto sul colpo. Sempre a al-Sheikh Zuid i manifestanti per errore hanno distrutto un laboratorio di analisi del sangue, nel tentativo di incendiare una centrale della polizia vicino alla struttura.
Il secondo manifestante è stato colpito da un proiettile della polizia ed è stato portato nell'ospedale di el-Arish dove è morto. Secondo fonti mediche inoltre in ospedale ci sarebbe anche una ragazza di 12 anni, ferita nei pressi della sua abitazione da un proiettile sparato dagli agenti.
Secondo fonti citate da 'al-Wafd', i poliziotti avrebbero ricevuto l'ordine di disperdere i manifestanti ad ogni costo, anche sparando con proiettili veri e non di gomma. Ad al-Sheikh Zuid ci sono stati oggi violenti scontri tra polizia e manifestanti nei pressi della sede del municipio. La polizia ha in un primo momento usato i lacrimogeni per disperdere i manifestanti. Nel corso delle proteste antigovernative, alcuni dimostranti hanno interrotto l'autostrada che porta da al-Arish verso Rafah.
L'ospedale di al-Sheikh Zuid ospita in queste ore decine di poliziotti feriti, alcuni dei quali sono stati colpiti ieri notte da bande di giovani a volto coperto che hanno attaccato le sedi della polizia di zona.
Non si fermano le violenze anche a Suez, dove la polizia ha caricato un gruppo di manifestanti che si trovava davanti la sede della polizia del quartiere di al-Arbain. Secondo l'inviata di 'al-Jazeera', gli agenti hanno fatto ricorso ai gas lacrimogeni per disperdere la folla che poco prima ha dato fuoco ad una caserma dei vigili del fuoco.
L'atto di vandalismo è stato eseguito dopo che una camionetta della polizia aveva investito tre manifestanti, che l'avevano presa d'assalto. I dimostranti avevano reagito incendiando il mezzo e a quel punrto erano intervenuti i pompieri in soccorso della polizia.
Già questa mattina il sito dei Fratelli Musulmani denunciava la presenza di decine di manifestanti all'interno della centrale. Scontri sono avvenuti anche nella notte, tra manifestanti e polizia, al Cairo.
Sul fronte politico, il partito del presidente Hosni Mubarak si è detto disponibile ad avviare il dialogo con i giovani manifestanti. Lo ha annunciato Safwat El-Sherif, Segretario generale del National Democratic Party (NDO) e fidato consulente di Mubarak, che ha spiegato: "Siamo certi della nostra capacita' di ascolatre. L'NDP e' pronto per il dialogo con la gente, i giovani e le parti legali'', ha spiegato Sharif. ''Ma la democrazia ha le sue leggi e il suo processo - ha aggiunto -. La minoranza non puo' imporre con la forza il suo volere sulla maggioranza''.
Mubarak, 82 anni, non e' apparso in pubblico, ne' ha rilasciato commenti da quando le proteste sono iniziate martedi', con migliaia di manifestanti al Cairo e in altre citta' egiziane.
Le proteste dovrebbero comunque raggiungere un vero e proprio picco domani, quando l'ex presidente dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) e punto di riferimento dell'opposizione, Mohamed ElBaradei, rientrato in Egitto, guiderà una manifestazione ad Alessandria.
I membri del governo egiziano sono intanto impegnati in una riunione al Cairo per decidere quali iniziative assumere in vista delle manifestazioni annunciate per domani. Secondo quanto ha reso noto 'al-Jazeera', e' in corso in contemporanea un vertice dei leader del Partito nazionale democratico, al governo nel paese, per discutere della crisi in corso in Egitto.
"Tornerò al Cairo e andrò in strada, perché non c'è alcuna alternativa - ha detto da Vienna ElBaradei al sito Usa 'The Daily Beast' - A guardare questo numero impressionante di persone (che protesta, ndr) si spera che le cose non degenerino, ma al momento sembra che il regime non abbia recepito il messaggio". E sottolinea: "Sono pronto a governare in Egitto se la piazza me lo chiede". Poi l’invito al presidente Mubaraq "a ritirarsi", assecondando le richieste della piazza.
In queste ore i sostenitori di ElBaradei stanno inviando migliaia di sms per invitare le persone a "riunirsi nella piazza più vicina alla moschea dove si recano per la preghiera del venerdì e tenere lì una manifestazione contro il presidente Hosni Mubarak".
A poche ore dalla pubblicazione su Facebook, la convocazione della manifestazione di domani ha già raccolto oltre 24mila adesioni, nonostante le restrizioni imposte dalle autorità all'accesso alla rete. Dopo il blocco delle scorse ore a blog e social network, questa mattina, spiega 'al-Jazeera', è possibile accedere a Twitter dall'Egitto. Alcuni osservatori parlano di un blocco a Facebook, ma i gestori del sito assicurano che non si registra alcun calo del traffico dal paese.
"Sarà domani il vero giorno della collera in tutto il paese", hanno annunciato i dirigenti del raggruppamento Forze popolari nel corso del congresso del Fronte Democratico in corso ad 'al-Sharqiya', 100 chilometri a nord del Cairo.
Intanto la polizia egiziana ha rilasciato circa 200 manifestanti arrestati tra ieri e l'altro ieri durante le proteste che si sono svolte in diverse città dell'Egitto. La procura del Cairo ne ha invece rinviati a giudizio 40. Secondo quanto riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', l'imputazione nei loro confronti è di "aver tentato di sovvertire l'ordine costituito". Secondo il sito dei 'Fratelli Musulmani', in queste ore proseguono gli interrogatori delle centinaia di persone arrestate. I detenuti sarebbero stati portati nel tribunale che si trova nella zona di Abidin e in altri due tribunali nella periferia del Cairo.
Secondo un avvocato del Fronte egiziano di difesa dei manifestanti sono addirittura non meno di mille i manifestanti arrestati tra il Cairo, Alessandria, Mansoura e Suez. Mentre sono sei i morti di questi primi due giorni di protesta. Tra loro si conta anche un poliziotto. Ieri le autorità del Cairo hanno confermato solo l'arresto di 500 persone.
Tra le persone rilasciate ci sono anche i dieci giornalisti arrestati ieri al Cairo e in particolare il cronista Mohammed Abdel Quddus, presidente della commissione per la liberta' di stampa nel paese. Un'inviata della tv qatariota a Suez ha registrato, inoltre, la presenza di decine di feriti ricoverati nell'ospedale locale dopo gli scontri di ieri con la sicurezza.
