Roma, 28 gen. (Adnkronos/Ign) - ''Posso dire che in questi tre anni è stato molto difficile creare un dialogo autentico con una sinistra fanatizzata e intollerante. Questa è stata una delusione per me. Rifletterò certo sulla possibilità di mettere a disposizione il mio mandato, al fine di rafforzare il governo''. Così il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, intervenendo alla 'Telefonata' di Maurizio Belpietro, a 'Mattino Cinque'. ''La mozione di sfiducia nei miei confronti -rimarca il coordinatore nazionale del Pdl- è stata un atto di disonestà politica. E' stato l'ennesimo tentativo di dare una spallata al governo''. Ma ha segnato, conclude Bondi, ''una sonora sconfitta per Bersani, Fini e Casini e l'ennesima vittoria per la maggioranza di governo''. Secondo Bondi serve non solo "guardere i numeri a favore del governo" ma puntare a "quelli che si mostrano sempre più indecisi a votare con un'opposizione che si sgretola di giorno in giorno''. E quindi a chi gli chiede le prospettive di un allargamento della maggioranza, il coordinatore nazionale del Pdl replica: ''Io ci credo. C'è un grande malessere tra i deputati dell'opposizione, compresa la sinistra. E c'è malessere dentro il partito di Fini. Allargare la maggioranza è possibile -dice Bondi- per completare le riforme di cui ha bisogno il paese''. Invita poi Fini a dimettersi. "E' stato lui stesso a dire che se le notizie sulla casa di Montecarlo fossero state vere, si sarebbe dimesso. Ma la questione fondamentale che è di fronte agli occhi di tutti, anche dell'opposizione, è che non si può essere capo di un partito e presidente della Camera. Non è mai avvenuto nella storia del nostro paese. Oltrettutto chiede le dimissioni del presidente del Consiglio. Non si era mai visto''. Sfiorando il tema Rubygate, Bondi nega che Arcore sia "il luogo che viene dipinto". Casomai "è esattamente il contrario'', sottolinea aggiungendo che nelle cene a casa del premier ''ha sempre regnato una grande signorilità''.