Napoli, 28 gen. (Adnkronos/Ign) - Marta Di Gennaro, ex vice di Guido Bertolaso alla Protezione Civile, e il prefetto Corrado Catenacci, ex commissario ai rifiuti nella Regione Campania, sono stati arrestati questa mattina nel corso di un'operazione congiunta dei carabinieri del Noe e della Guardia di Finanza del comando provinciale di Napoli, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli. Complessivamente sono 14 gli arresti (8 in carcere e 6 ai domiciliari) che i militari stanno eseguendo tra le province di Napoli, Roma, Caserta e Parma. Le ordinanze sono state emesse dall'Ufficio Gip Collegiale di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di 14 indagati responsabili per associazione per delinquere, traffico illecito organizzato di rifiuti, smaltimento illecito di rifiuti, scarichi non autorizzati di rifiuti, disastro ambientale, falso ideologico in atto pubblico. Indagato l'ex presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. Oltre ai 14 arresti ci sono infatti anche 38 indagati. Tra questi Bassolino, l'ex capo della sua segreteria politica Gianfranco Nappi e l'ex assessore regionale all'epoca della giunte bassoliniane Luigi Nocera. Nel corso delle indagini, è spiegato in una nota dei militari, è stata accertata "l'esistenza di un accordo illecito tra pubblici funzionari e gestori di impianti di depurazione campani che ha consentito, per anni, lo sversamento in mare del 'percolato' (pericoloso rifiuto liquido prodotto dalle discariche di rifiuti solidi urbani), in violazione delle norme a tutela dell'ambiente". L'indagine, durata fino al luglio 2010 e prosecuzione di quella conclusa nel maggio 2008, nota con il nome di 'Operazione Rompiballe', che ha portato all'arresto di 25 indagati per traffico illecito di rifiuti, è stata sviluppata mediante attività tecniche e dinamiche, nonché riscontri documentali, che hanno permesso di acquisire, spiegano i militari nella nota, "gravi indizi di colpevolezza nei confronti di ex uomini politici, professori universitari, dirigenti della p.a. e tecnici delle strutture commissariali che si sono avvicendati al Commissariato per l'emergenza rifiuti della Regione Campania dal 2006 al 2008 che, in qualità di responsabili del processo di smaltimento del 'percolato' prodotto dal sistema regionale, utilizzavano gli impianti di depurazione di acque reflue della Regione Campania contribuendo all'inquinamento del tratto costiero del litorale napoletano".