Eurispes, una famiglia su tre non arriva alla fine del mese. Cresce la sfiducia
Roma, 27 gen. - (Adnkronos/Ign) - Le famiglie non ce la fanno ad arrivano a fine mese, tanto che una su tre intacca i propri risparmi. E l'Italia è un paese sfiduciato che guarda al futuro economico con un pessimismo pesante. E' questa la fotografia che emerge dall'ultimo Rapporto Italia 2011 Eurispes. "Molto spesso accade che, nonostante si presti attenzione al bilancio familiare tagliando le uscite superflue, il budget mensile non sia comunque sufficiente a coprire il fabbisogno ed è necessario ricorrere ai risparmi familiari: questo accade a circa il 36% delle famiglie italiane, una su tre", si legge nel rapporto.
Ed è la casa a rappresentare da sempre il capitolo di spesa più incisivo per l'economia familiare: il 40% delle famiglie italiane ha difficoltà a pagare la rata del mutuo (rispetto al 23,2% del 2010) ed il 38,1% (contro il 18,1% del 2010) a pagare il canone d'affitto. Se si pensa la futuro le cose non vanno meglio: il 33,8% degli intervistati prevede che, con molta probabilità, non riuscirà a risparmiare nulla nel prossimo anno ed il 23,6% ne é proprio sicuro.
La crisi economica continua a pesare sulle famiglie e le aspettative sono decisamente nere per l'81%. Un vero e proprio record di pessimismo, almeno dal 2005 ad oggi considerato che cinque anni fa, ad attendersi un peggioramento delle condizioni economiche erano solo il 54% degli italiani.
La situazione è preoccupante secondo l'Istituto guidato da Gian Maria Fara: "La forza della crisi ha fatto aumentare il numero di famiglie che non riescono a far fronte sia alle spese quotidiane sia agli impegni contratti con le società finanziarie o con gli istituti di credito, ricorrendo così ad ulteriori indebitamenti". E se a questa situazione consolidata si aggiungono i rincari che hanno contrassegnato l'avvio d'anno, tra acqua, luce, gas, benzina, assicurazioni auto, autostrade, servizi bancari e prodotti alimentari si arriva a comprendere come mai il 51,8% degli italiani consideri la situazione economica del nostro Paese "nettamente peggiorata" con un aumento del 4,7% rispetto al 2010. Che sommati a quel 29,8% che comunque denunciano "un peggioramento anche se lieve" fa schizzare il dato ad oltre l'80%.
Ma in Italia a sfiduciare gli italiani non c'è solo la crisi economica. E per uscire da una crisi che è anche politica e sociale, secondo il presidente Gian Maria Fara, serve un'operazione verità. Anche perché ci sono due 'bombe' innescate che potrebbero esplodere: il conflitto istituzionale e il debito pubblico. "L'Italia sta vivendo, insieme, una grave crisi politica istituzionale, economica e sociale. Tre percorsi di crisi che si intrecciano, si alimentano e si avviluppano l'uno con l'altro", sottolinea Fara facendo osservare come la nostra classe dirigente attuale, a differenza di quanto accade in altri paesi, "non è né coesa né solidale. Possiede una grande consapevolezza di se' e nessuna consapevolezza dei problemi generali. Non è mai riuscita a costituirsi in elite responsabile". Ancora legata a vecchi sistemi ("frutto della tradizione feudale che connota ancora il nostro Paese", dice Fara, che vanno ribaltati "partendo da una indispensabile operazione verità" perché "questo vecchio sistema non regge più". Serve "pensare ad una nuova prospettiva".
SERVIZI E SANITA' - Se in generale i servizi sono inadeguati per 8 italiani su 10 (e dovendo scegliere, meglio quelli privati), piace sempre meno il Servizio sanitario nazionale. A sconfortare i connazionali tempi di attesa troppo lunghi (79,4%), scarsa qualità delle strutture ospedaliere (66,1%), ticket salati (60,3%) e assistenza nei nosocomi che lascia a desiderare (56%). Una lancia viene spezzata soltanto quando a essere chiamata in causa e' la Quando invece si tratta di professionalità di medici e infermieri, gli italiani promuovono.
POLITICA E LEGGE ELETTORALE - Alle prossime elezioni l'astensionismo potrebbe riguardare il 28,6% degli elettori, con l'11,1% degli intervistati che dichiara con certezza che non andrà a votare. In linee generali diminuiscono gli astensionisti (2,5% nel 2004, l'1,3% nel 2011), ma aumentano gli elettori 'saltuari' (da 9,4% a 15%). E l'80% degli italiani vuole una legge elettorale che preveda il ritorno alle preferenze. Mentre il FEDERALISMO non appassiona gli italiani: poco più di uno su quattro approva la riforma mentre quasi la metà esprime un chiaro no. E se si parla di UNITÀ D'ITALIA, il 67.5% dei connazionali è convinto che il nostro Paese sia "ancora diviso", tuttavia "l'unità nazionale è un valore da difendere".
EUTANASIA - Gli italiani sono favorevoli a una legge che regoli il tema del fine vita. Il 77,2% (nel 2010 era l'81,4%) vuole un provvedimento che istituisca nel nostro Paese il testamento biologico. E secondo il 48,6% l'eutanasia viene praticata in sordina negli ospedali pubblici, a dispetto di quanto previsto dalla legge.
ABORTO - Secondo le ultime statistiche fornite dal ministero della Salute inglese, tra le cittadine straniere che hanno effettuato un'interruzione volontaria di gravidanza in Gran Bretagna le nostre connazionali, con 161 interventi nel 2009, sono seconde solo al numero di cittadine provenienti dall'Irlanda. Una scelta, quella di fare i bagagli per andare ad abortire in un altro Paese, che sembra per lo più fatta per ovviare ai tempi di attesa e agli ostacoli materiali in cui è possibile incorrere in Italia, dove nel 2008, stando ai dati del ministero della Salute, l'obiezione è arrivata a coinvolgere il 71,5% dei ginecologi, il 52,6% degli anestesisti e il 43,3% del personale non medico. Tant'è che solo nel 58,9% dei casi le strutture ospedaliere dove si praticano ivg riescono a intervenire entro 14 giorni dalla certificazione dello stato di gravidanza.
CRIMINALITÀ E USURA - In Italia si sono consumati, tra il 2009 e il 2010, circa 10 omicidi in famiglia al mese. In due anni si sono registrati 235 omicidi domestici (122 nel 2009 e 113 nel 2010) e la maggior parte di questi, vedeva coinvolti soggetti appartenenti alla medesima cerchia familiare (97 omicidi nel 2009 e 81 nel 2010). Quasi la metà avvenuti nel Nord mentre la maggior parte degli autori sono maschi. Inoltre il Rapporto Eurispese evidenzia che il 37% della province a rischio usura è nel Centro-Sud. Le province del Nord-Ovest rappresentano il 26,3% del totale.
IL RAPPORTO CON GLI ANIMALI - Per l'87,2% degli italiani quello nei confronti degli animali è un sentimento positivo: per il 35,9% si tratta di un sentimento basato sul rispetto. Il restante 12,8% si schiera su posizioni meno entusiastiche. Così, se il 7% prova indifferenza, gli altri evitano di instaurare qualsiasi tipo di rapporto con un animale perché ne hanno paura (3%) o ne sono infastiditi (2,7%). Il 41,7% ha in casa un animale domestico. E scende la percentuale di chi considerila CACCIA un'abitudine accettabile, solo per il 17,8%. Mentre la PESCA è percepita perlopiù come uno sport o un passatempo rilassante, non come una pratica da evitare.
