Roma, 28 gen. (Adnkronos/Ign) - Dobbiamo pensare ai problemi veri del paese, quelli che interessano gli italiani. Durante il Cdm di questa mattina Silvio Berlusconi e' apparso molto combattivo sul caso Ruby. Dopo il 'consiglio di guerra' di ieri a palazzo Grazioli con lo stato maggiore del Pdl, il Cavaliere ha chiesto ai ministri di rimboccarsi le maniche e di reagire di fronte agli attacchi della procura di Milano. Ha rassicurato i presenti che non c'è nulla di rilevante penalmente nell'inchiesta e ha invitato tutti a concentrasi sul lavoro perché l'opinione pubblica deve avere la percezione concreta di un governo che agisce e pensa solo alla gente. Niente accenno al voto anticipato, ma la consapevolezza che bisogna andare avanti. Da qui, raccontano, l'invito del premier a continuare l'operazione di allargamento della maggioranza che è rimasta bloccata in questi giorni sotto il polverone giudiziario. A tal proposito avrebbe parlato del tentativo poi fallito del Terzo Polo di dare una spallata alla coalizione in occasione della mozione di sfiducia nei confronti di Sandro Bondi. Adesso dobbiamo continuare a lavorare per realizzare le nostre riforme in Parlamento, abbiamo i numeri per andare avanti, avrebbe insistito il presidente del Consiglio, convinto che certi pm non possono fare politica tenendo sotto scacco l'esecutivo. Siamo in uno Stato democratico e non in uno Stato di polizia, avrebbe aggiunto. Berlusconi, quindi, sarebbe tornato sul caso Fini, spiegando che in nessun Paese esiste un presidente della Camera che chiede le dimissioni del presidente del Consiglio e continui a comportarsi da capo di un partito. Intanto, da 'Avvenire' arriva un richiamo al mondo politico. Il direttore del quotidiano dei vescovi, Marco Tarquinio, prendendo spunto da una lettera di una lettrice, afferma: "Credo che sia sempre piu' forte l'attesa di serene e consapevoli prove di coerenza da parte di chi opera sulla scena pubblica richiamandosi ai grandi valori dell'umanesimo cristiano e alla dottrina sociale della Chiesa''. ''Penso, insomma -rimarca il direttore di 'Avvenire' - che per i 'politici cattolici' vita privata e opzioni pubbliche all'altezza dei valori che teniamo cari siano semplicemente indispensabili. Non e' sempre facile, ma ne vale la pena''. Ma la controffensiva del Pdl sul caso Ruby punta anche a rinsaldare i rapporti con la Chiesa. Non a caso, domani, Gianfranco Rotondi, ex dc ed esponente dell'ala cattolica del partito, inviera' una lettera a tutti i vescovi italiani. La missiva, a quanto si apprende, ''visto che la stampa chiama sempre in causa i cattolici'', affrontera' ''il caso Ruby e servira' a ''spiegare nei minimi dettagli le ragioni per le quali il ministro ha ritenuto doveroso difendere il premier Silvio Berlusconi''.