L'Egitto in fiamme, spari e scontri. Aumenta il bilancio delle vittime
Il Cairo, 29 gen. (Adnkronos/Ign) - Dopo giorni di protesta interviene alla tv in tarda notte il presidente Hosni Mubarak che ha chiarito di non voler lasciare il potere e annunciato un nuovo governo. Le parole del leader egiziano non hanno placato gli animi e la gente è tornata anche oggi a manifestare scandendo slogan proprio contro Mubarak.
Il leader si è rivolto al Paese chiedendo le dimissioni del governo, arrivate oggi, e annunciando un nuovo esecutivo cui, sempre in giornata, verrà dato l'incarico. Mubarak ha anche promesso riforme ''per una migliore democrazia e per contrastare la corruzione'' ed ha espresso rammarico per le vittime puntando il dito contro gli ''infiltrati'' tra i manifestanti colpevoli di ''atti di sabotaggio''.
Questa mattina, intanto, sono riprese le manifestazioni di protesta nel centro del Cairo contro il presidente. Secondo l'inviato della tv satellitare 'al-Arabiya', i manifestanti sono circa 2mila. Gli agenti della polizia hanno sparato alcuni colpi di fucile in aria per disperdere i manifestanti. Poi l'esercito egiziano ha assunto la responsabilità della gestione della sicurezza nel centro della capitale. Secondo quanto riferisce l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', gli agenti di polizia si sono ritirati dalle vie principali. Nella zona di piazza Tahrir si vedono carri armati mentre blindati dell'esercito sono dispiegati intorno ai palazzi del potere.
Non solo. Alcune centinaia di detenuti comuni, presenti ieri sera nelle celle di sicurezza di alcuni commissariati del Cairo, sarebbero riusciti a fuggire nella notte approfittando del caos che regnava in città. E un vasto incendio, riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', si è sviluppato oggi in un centro commerciale del quartiere di al-Maadi, al Cairo. Secondo i giornalisti dell'emittente araba, a compiere razzie e saccheggi nella notte in molti negozi della città sarebbero state proprio le centinaia di detenuti evasi dalle camere di sicurezza delle stazioni di polizia. Un vasto incendio sta interessando anche il tribunale di al-Jala, al Cairo, dove in passato sono stati processati anche molti militanti del movimento giovanile '6 aprile', in prima fila nella protesta contro Mubarak.
Trenta i cadaveri che sono stati portati nell'obitorio dell'ospedale di Damardash, al Cairo. Secondo quanto riferiscono fonti mediche, citate da 'al-Jazeera', si tratta di persone morte in seguito agli scontri di ieri tra manifestanti e polizia e tra loro ci sono anche due bambini.
Nuova manifestazione contro il presidente egiziano anche nella città di Alessandria. Gli agenti avrebbero aperto il fuoco contro i manifestanti. Lo ha ariferito la tv araba 'al-Jazeera', che cita come fonte alcuni testimoni. E, ha riferito l'inviata della tv araba, sarebbero più di 20 le persone morte per gli scontri avvenuti ieri. "Si tratta di un bilancio non ufficiale - afferma la giornalista - perché al momento le autorità non hanno contato effettivamente le vittime. Ma sono stati visti più di 20 cadaveri dopo gli scontri di ieri solo ad Alessandria".
Proteste anche a Suez. Circa 200 persone questa mattina sono scese in strada. Secondo quanto riferisce l'emittente 'al-Jazeera', i manifestanti si sono concentrati davanti alla stazione di polizia del quartiere di 'al-Arbayn' della città, teatro nei giorni scorsi di violenti scontri tra polizia e manifestanti. Vengono scanditi slogan che chiedono le dimissioni di Mubarak. Ed è di 17 morti e un centinaio di feriti il bilancio non ufficiale delle vittime degli scontri avvenuti ieri nella città portuale. Secondo quanto riferisce l'inviata della tv araba 'al-Jazeera', in questo momento nell'ospedale locale ci sarebbero le salme di 17 persone. Sarebbero inoltre stati ricoverati più di 100 feriti, 25 dei quali in gravi condizioni.
Nuova manifestazione di protesta contro il presidente egiziano anche ad Ismailiya, città che si affaccia sul canale di Suez. La tv 'al-Arabiya' riferisce di cariche della polizia contro i manifestanti, che hanno risposto lanciando sassi contro gli agenti.
Fonti mediche locali alla tv 'al-Jazeera' riferiscono poi di un bilancio di cinque morti, non ancora ufficiale, per gli scontri avvenuti ieri tra manifestanti e polizia nella città egiziana di Damanhur, a nord del Cairo. Dalle analisi fatte sulle salme, precisano le fonti, emerge che "la polizia ha usato una violenza inaudita per reprimere i manifestanti".
Stando al bilancio ufficiale fornito dalle autorità egiziane, è di 35 morti il numero delle vittime dell'ultima settimana di proteste. Lo riferisce 'al-Arabiya', secondo la quale almeno dieci vittime sono agenti di polizia. Cifre che non combaciano con quanto riferito da fonti giornalistiche che, come detto, forniscono un bilancio molto più alto solo per quanto riguarda gli scontri di ieri.
Intanto, dopo il blocco al servizio imposto dal governo, stanno ritornando gradualmente, e non dappertutto, a funzionare le linee di telefonia cellulare.
