Il Cairo, 29 gen. (Adnkronos/Ign) - Dopo giorni di proteste interviene il presidente Hosni Mubarak per chiarire che non intende lasciare il potere e per annunciare un nuovo governo. Le parole del leader egiziano non placano gli animi e la gente torna anche oggi a manifestare scandendo slogan proprio contro Mubarak. Il leader, in un messaggio andato in onda nella notte, ha chiesto le dimissioni del governo, arrivate oggi, e annunciato per la giornata odierna l'incarico ad un nuovo esecutivo. Mubarak ha anche promesso riforme ''per una migliore democrazia e per contrastare la corruzione'' ed ha espresso rammarico per le vittime puntando il dito contro gli ''infiltrati'' tra i manifestanti colpevoli di ''atti di sabotaggio''. Oggi si è dimesso anche il segretario generale del Partito nazional democratico, Ahmad Ezz, considerato molto vicino al presidente. Le proteste però continuano e le autorità hanno deciso di estendere il coprifuoco, già decretato ieri per le città del Cairo, di Alessandria e di Suez, fino alle 8 di domani mattina. Oggi sono proseguite le manifestazioni di protesta nel centro della capitale contro il presidente. Secondo l'inviato della tv araba 'al-Jazeera', presente sul posto, i manifestanti radunati a piazza Tahrir, nel cuore della capitale, sono aumentati di ora in ora fino a diventare circa 50mila. In piazza Tahrir sono comparsi carri armati mentre blindati dell'esercito si sono dispiegati intorno ai palazzi del potere. Circa un migliaio di persone ha poi tentato di assaltare la sede del ministero dell'Interno del Cairo. Secondo 'al-Jazeera', la polizia è stata costretta ad aprire il fuoco riuscendo solo così a respingere i manifestanti: almeno tre i morti. Respinto anche un tentativo di penetrazione da parte di alcuni uomini armati all'interno della sede della zecca dello stato. Non solo. Alcune centinaia di detenuti, presenti ieri sera nelle celle di sicurezza di alcuni commissariati del Cairo, sarebbero riusciti a fuggire nella notte. E un vasto incendio, riferisce la tv satellitare 'al-Arabiya', si è sviluppato oggi in un centro commerciale del quartiere di al-Maadi. In fiamme anche il tribunale di al-Jala. Situazione tesa anche nelle carceri. Blitz della polizia questa mattina nel carcere di massima sicurezza di Abu Zabal, vicino al Cairo, dove ha aperto il fuoco contro i detenuti, ci sarebbero otto morti e decine di feriti. Sempre oggi un numero imprecisato di detenuti è riuscito invece a evadere dal carcere di Khalifa. Sparatoria nel carcere di Tura, il più grande dell'Egitto. Secondo quanto riferiscono fonti mediche, citate da 'al-Jazeera', 30 cadaveri sono stati portati nell'obitorio dell'ospedale di Damardash, al Cairo. Si tratta di persone morte in seguito agli scontri di ieri tra manifestanti e polizia e tra loro ci sono anche due bambini. Nuova manifestazione contro il presidente egiziano anche nella città di Alessandria. Gli agenti avrebbero aperto il fuoco contro la folla. Lo ha riferito la tv araba 'al-Jazeera', che cita alcuni testimoni. E, ha reso noto l'inviata della tv araba, sarebbero più di 20 le persone morte per gli scontri avvenuti ieri. Proteste anche a Suez. Circa 200 persone questa mattina sono scese in strada scandendo anche qui slogan contro Mubarak. I manifestanti si sono concentrati davanti alla stazione di polizia del quartiere di 'al-Arbayn' della città. Un poliziotto sarebbe morto nell'assalto, riferisce la tv 'al-Arabiya'. Nella giornata di ieri i poliziotti avrebbero aperto il fuoco contro i dimostranti, uccidendo almeno una ventina di persone. Nuova manifestazione di protesta oggi contro il presidente egiziano anche ad Ismailiya, città che si affaccia sul canale di Suez. La tv 'al-Arabiya' riferisce di cariche della polizia contro i manifestanti, che hanno risposto lanciando sassi. Fonti mediche locali alla tv 'al-Jazeera' riferiscono poi di un bilancio di cinque morti, non ancora ufficiale, per gli scontri avvenuti ieri tra manifestanti e polizia nella città egiziana di Damanhur, a nord del Cairo. Dalle analisi fatte sulle salme, precisano le fonti, emerge che "la polizia ha usato una violenza inaudita per reprimere i manifestanti". Stando al bilancio ufficiale fornito dal ministero della Salute, è di 38 morti il numero delle vittime degli scontri avvenuti ieri. Secondo questa stessa fonte, si contano inoltre più di duemila feriti. Cifre che non combaciano con quanto riferito da fonti giornalistiche che, come detto, forniscono un bilancio molto più alto. Complessivamente, secondo 'al-Jazeera', le vittime di ieri sarebbero oltre 100. Intanto, dopo il blocco al servizio imposto dal governo, stanno ritornando gradualmente, e non dappertutto, a funzionare le linee di telefonia cellulare. Ma la stretta sui mezzi di comunicazione non cessa: le autorità egiziane hanno ordinato ai giornalisti della tv satellitare 'al-Arabiya' di interrompere i collegamenti in diretta dal Cairo.