Roma, 1 feb. (Adnkronos/Ign) - Il Pdl non scenderà in piazza. ''E' frutto di un equivoco la notizia secondo la quale Silvio Berlusconi avrebbe incaricato Daniela Santanchè e Michela Vittoria Brambilla di organizzare manifestazioni o iniziative di qualsiasi genere'', precisa una nota del Pdl smentendo un precedente comunicato. ''Vero è invece - si legge nella nota - che i Coordinatori nazionali hanno proposto al presidente Berlusconi di inserire nell'organigramma di partito Daniela Santanchè, che in qualità di sottosegretario all'Attuazione del programma potrà predisporre un piano d'iniziative per illustrare ai cittadini le realizzazioni del governo Berlusconi. Questo - conclude il comunicato - non ha nulla a che vedere, quindi, con le vicende giudiziarie che vedono coinvolto il presidente''. Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente del Consiglio, spiega: "Per un banale equivoco è stata attribuita al presidente Berlusconi la decisione di incaricare alcuni dirigenti del Pdl per un piano di iniziative e di mobilitazione. Non c'è stata invece - sottolinea - nessuna decisione in merito, anzi di questo tema non si è parlato neanche per un minuto nel corso del vertice del Pdl", conclude Durante la riunione fiume di oggi a palazzo Grazioli con i vertici del Pdl, Berlusconi ha ribadito la volontà di andare avanti invitando tutti a concentrarsi sui provvedimenti annunciati per rilanciare l'economia. Secondo quanto riferito da alcuni presenti, il Cavaliere avrebbe spiegato che sarebbe meglio non andare alle urne, a meno che non ci costringano, impedendoci di governare. L'obiettivo è spostare l'attenzione dal caso Ruby all'azione di governo. A cominciare dal federalismo fiscale, che giovedì sarà all'esame della bicamerale e la riforma dell'articolo 41 della Costituzione all'odg del Cdm di venerdi'. Berlusconi a questo proposito ha sentito il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, e "d'intesa con lui ha avviato per il prossimo Consiglio dei ministri una serie di interventi per il sostegno della nostra economia" riferisce una nota di palazzo Chigi. "In particolare, - si spiega - modifiche fondamentali dell'articolo 41 della Costituzione concernenti la libertà nell'iniziativa economica privata, il rilancio del Piano Casa, l'attuazione del Piano per il Sud e della riforma dei servizi pubblici locali". Temi affrontati durante il vertice del Pdl. "Dopo un'ampia riflessione sugli sviluppi della situazione internazionale, illustrati dal ministro degli Esteri Franco Frattini, e una prima valutazione delle candidature alle prossime elezioni amministrative, nell'incontro è stato espresso un giudizio positivo -si legge nella nota- sull'iniziativa avviata dal presidente Berlusconi in merito allo sviluppo dell'economia, un'iniziativa che ha già suscitato reazioni favorevoli nei rappresentanti del mondo dell'impresa e del lavoro". Quanto alla strategia del Pdl in vista delle prossime delicate scadenze parlamentari, raccontano che l'''equivoco'' sulla mobilitazione nazionale sul Ruby gate, sia nato da un cortocircuito nella comunicazione iniziato con la prima nota del partito che annunciava un ''piano di mobilitazioni a difesa del premier dalle aggressioni mediatico-giudiziarie'' affidato al duo Brambilla-Santanchè. L'annuncio di scendere in piazza, riferiscono fonti parlamentari, non sarebbe piaciuto alle colombe del Pdl (tra queste il sottosegretario Gianni Letta), preoccupate dal nuovo richiamo del Colle ad abbassare i toni. Un invito ascoltato anche dalla Lega che non vuole surriscaldare il clima nei giorni cruciali per il federalismo. Da qui, spiegano in ambienti parlamentari della maggioranza, la decisione di correre ai ripari con la 'doppia precisazione' del portavoce, Paolo Bonaiuti e dell'ufficio stampa del Pdl: L'ipotesi 'mobilitazione' però resta sul tavolo. Il Cavaliere, raccontano, è sempre convinto di essere vittima di un disegno politico preciso che punterebbe a scalzarlo da palazzo Chigi. Per questo, avrebbe detto ai suoi di tenersi pronti ad ogni evenienza se la situazione dovesse precipitare (specialmente in caso di via libera del gip di Milano al rito immediato). In quel caso, tornerebbe attuale l'idea di scendere in piazza.