Torino, 1 feb. (Adnkronos/Ign) - "Chi è stato eletto per governare deve governare, non può sentirsi sovrano al di sopra delle leggi". Nel giorno in cui nell'agenda politica ritorna il processo breve, il presidente della Camera, Gianfranco Fini lancia un monito al premier Silvio Berlusconi. "Chi è stato eletto per governare - ha detto intervenendo ad una cena di sostenitori di Fli sulla collina torinese - quando è chiamato a rispondere del suo operato deve presentarsi a coloro che, Costituzione alla mano sono deputati ad accertare i fatti. Non ci si può difendere dai processi ma nei processi. Se si ha fiducia in quello che è la Costituzione su cui si è giurato fedelta', se si è convinti che la democrazia è rispetto della sovranità popolare ma forse ancora più rispetto delle istituzioni". Le vicende di questi giorni, dice Fini riferendosi al Rubygate, ''gettano discredito profondo in giro per il mondo sull'immagine dell'Italia e vanno chiarite quanto prima nell'unica sede deputata a farlo, e cioè, essendo avviata un'indagine, nelle aule dei tribunali della Repubblica italiana". Poi parte l'affondo sullo ''scempio di certe candidature'', alias il caso Minetti eletta consigliere grazie al listino bloccato di Formigoni. ''Mi ero ripromesso di non polemizzare perché quello che c'è sui giornali basta e avanza, ma è drammatica finzione o realtà se nello stesso momento in cui si parla di meritocrazia, in cui si dice scegliamo i ragazzi più bravi, si dice che chi vale alla fine ottiene, si garantisce l'elezione nel listino bloccato a chi non sembra che abbia grandi meriti se non una certa presenza fisica e una certa predisposizione a fare cose che non hanno nulla a che spartire con la politica. Tacere di fronte a questo scempio in qualche modo significa essere corresponsabili". Fini si richiama al film 'Qualunquemente' per sottolineare che "il successo di quel film sta nel fatto che è in apparenza una finzione ma è la fotocopia di una realtà e probabilmente quello che ci aspetta domani è ancora peggiore se non vi poniamo mano". "Non abbiamo taciuto quando eravamo nel Pdl, non abbiamo intenzione di farlo adesso -ha continuato Fini- e soprattutto abbiamo la ferma volontà di tenere alte certe bandiere, non solo le bandiere della moralità, del decoro, della pulizia, ma dei valori più autentici di chi nella politica ha sempre creduto. Saremo noi demode', saremo i professionisti della politica ma non ci sentiamo offesi se essere professionisti della politica è il tentativo di garantire l'interesse generale". Ironizza poi sul copione solito usato dal premier per difendersi. "Gli italiani hanno capito che non si può ogni volta addossare la responsabilità a qualcuno, ai comunisti, ai magistrati, ai giornalisti, agli alleati che non hanno capito o a chi avrebbe tradito. Continuando così se la prenderà con gli alieni. Non si possono accantonare tutte le questioni solo come se fossero complotti". In poche parole il leader di Fli dice di non capire come Berlusconi non si accorga di essere ormai ''diventato uno dei protagonisti principali del teatrino della politica", strano per uno che ''ha inventato la definizione''.