Crisi in Egitto, Rutelli a Marra: ricadute sull'Italia? L'immigrazione clandestina
Roma, 2 feb. - (Adnkronos) - "La rivolta era imprevista, la mattina stessa in cui c'è stata in Egitto la prima sollevazione popolare, il capo dei servizi segreti israeliani veniva ascoltato dal Comitato di controllo sui servizi e loro attività e diceva che non sarebbe accaduto nulla. Ora, se consideriamo che Israele è un Paese che ha qualche interesse nella stabilità dell'Egitto, dato che è il principale Paese musulmano che ha riconosciuto Israele, ci rendiamo conto dell'imprevedibilità di alcuni di questi fattori e che non è semplice mettere le insegne alla storia in anticipo. Addirittura neanche in tempo reale". Così il leader di Alleanza per l'Italia Francesco Rutelli intervenendo a 'Uno Mattina'.
Rutelli rispondeva a una domanda del direttore dell'ADNKRONOS Giuseppe Marra, che aveva chiesto: "La crisi in Algeria, Egitto e Albania, oltre a segnare una rottura negli equilibri del Mediterraneo potranno avere una ricaduta sulla situazione Italiana, e quali prevedibilmente?". Il leader di Api ha spiegato: "Siamo vicini a un ora di volo, a poche ore di navigazione e sappiamo quale può essere la spinta di immigrazione clandestina che potrebbe arrivare in caso di dissesto di grandi Paesi dove vivono e dove transitano decine di milioni di persone. Sono la prova si gruppi dirigenti che riescono a dare stabilità senza cedere il passo a questo fondamentalismo religioso".
Rutelli ha proseguito: "Per l'Italia i problemi possono essere legati a migrazioni improvvise che devono essere tenute sotto controllo e ovviamente siamo interessati che questi Paesi abbiano stabilità. Se non c'è stabilità in Egitto non vanno più i turisti, e in questo modo l'Egitto perde la prima fonte di lavoro e questo non deve avvenire".
Per Rutelli, "tutti dobbiamo collaborare e l'Europa dovrebbe avere una voce comune per aiutare la stabilità e la democrazia nel Paese. Mubarak ha avuto meriti storici dopo decenni al potere chiunque deve lasciare, le nuove generalzioni che hanno studiato si aspettano un futuro: sono formate, hanno un'aspettativa, guardano gli avvenimenti del mondo e la vedono la propria classe dirigente corrotta. C'è una spinta al cambiamento che deve essere amministrata con saggezza".
