Richiesta rito immediato premier non prima di lunedì. Sgarbi: anch'io con Ruby
Milano, 2 feb. (Adnkronos) - La richiesta di processo immediato nei confronti di Silvio Berlusconi indagato per concussione e prostituzione minorile nel caso Ruby non partirà prima di lunedì della prossima settimana. E' quanto si apprende da fonti della Procura milanese.
Gli inquirenti, in questi giorni, stanno lavorando alla composizione di quella che sarà la loro richiesta che conterrà, oltre alle carte degli inviti a comparire notificati al premier e al Nicole Minetti, anche altra documentazione raccolta nel corso dell'indagine.
Sul caso della giovane marocchina interviene Vittorio Sgarbi che rivela: "Anch'io sono stato con Ruby. Chiunque l'avesse vista avrebbe avuto voglia di stare con lei. Attendo adesso di essere indagato e di ricevere l'avviso di garanzia".
Nel frattempo, per quanto riguarda il procedimento Mediatrade, l'ultimo dei capitoli di indagine relativo ai diritti tv avviato dalla Procura di Milano e che vede, tra gli indagati, Silvio e Pier Silvio Berlusconi, è stata fissata al 5 marzo l'udienza davanti al gup di Milano. L'udienza preliminare era stata sospesa lo scorso anno quando il gup aveva deciso di inviare gli atti alla Consulta per accertare la costituzionalità della legge sul legittimo impedimento continuativo.
Sul fronte di un'inchiesta della Procura di Roma, l'ufficio del consigliere laico del Csm Matteo Brigandì, indagato per abuso d'ufficio per aver diffuso atti riservati su un'azione di disciplinare poi archiviata nei riguardi di Ilda Boccassini, è stato dissequestrato. All'esame del magistrato che ha ipotizzato l'accusa nei riguardi di Brigandì, cioè il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, sono ora i documenti e i computer sequestrati sia al consigliere del Csm sia alla giornalista Annamaria Greco sottoposta ieri a perquisizione.
La Procura della Repubblica di Roma è intervenuta oggi con un comunicato sulla vicenda: "Con riferimento alla vicenda relativa al procedimento penale nei confronti di un componente del Consiglio superiore della magistratura e dai seguenti atti investigativi svolti dalla Procura di Roma si precisa quanto segue: 1) L'indagine è iniziata a seguito di denuncia dello stesso Csm nella quale venivano rappresentati, tra l'altro, ragioni di urgenza per assicurare l'acquisizione di prove reperibili anche all'interno del Csm: 2) Si è quindi proceduto ad adottare provvedimenti cautelari per conservare lo stato dei luoghi al fine di poter procedere all'acquisizione degli elementi di prova dopo avere informato, come prevede la legge, l'indagato al fine di consentirgli di essere presente con l'assistenza del difensore; 3) Quanto alla perquisizione nei confronti della giornalista de 'Il Giornale' i carabinieri delegati hanno operato nel pieno rispetto delle regole imposte dal Codice, in particolare della dignità e del pudore, facendosi consegnare gli abiti per la ricerca di documenti o pen-drive, evitando in tal modo qualsiasi contatto fisico con la persona".
Su questo punto, dal sito del quotidiano, la diretta interessata ha replicato: "I carabinieri mi hanno detto che dovevano procedere a una perquisizione personale e, di fronte a una donna carabiniere, ho dovuto spogliarmi integralmente''. ''Non si tratta quindi semplicemente di una consegna degli abiti come sostenuto dalla procura ma di una procedura molto imbarazzante", ha aggiunto la Greco, che conferma comunque di "non essere stata toccata".
E' probabile, poi, che in tempi brevi il consigliere Brigandì venga ascoltato dagli investigatori.
