Egitto, Ue: processo di transizione al via ora. Frattini: "No a intimidazioni contro i giornalisti"
Roma, 3 feb. - (Adnkronos) - ''Il processo di transizione deve cominciare adesso''. E' quanto affermano in una dichiarazione congiunta sulla crisi in Egitto il premier Berlusconi, il presidente della Republica francese Sarkozy, il cancelliere tedesco Merkel, il premier britannico Cameron e il presidente del governo spagnolo Zapatero. ''Assistiamo con estrema preoccupazione - dicono i leader Ue - al deterioramento della situazione in Egitto. Il popolo egiziano deve poter esercitare il proprio diritto a manifestare pacificamente, e beneficiare della protezione delle forze di sicurezza. Le aggressioni contro i giornalisti sono inaccettabili. Condanniamo tutti coloro che usano o incoraggiano la violenza, la quale non potrà che aggravare la crisi politica che attraversa l'Egitto''. ''Solo una transizione rapida e ordinata verso un governo che goda di ampio sostegno consentirà di superare le grandi sfide che l'Egitto si trova ad affrontare. Il processo di transizione deve cominciare adesso'', concludono.
Dal canto suo Franco Frattini, nel corso dell'informativa del governo alla Camera, ribadisce che "l'Italia condanna con forza le violenze, le intimidazioni contro i giornalisti, nonché gli episodi che starebbero a indicare presenze di infiltrati, provocatori tra la folla, magari per incitare situazioni terribili, prodromiche a una guerra civile". E sottolinea come "i manifestanti di due giorni fa, scesi in piazza pacificamente, abbiano dato un buon esempio. Contiamo che le manifestazioni pacifiche continuino ad assere fulcro della tansizione pacifica in Egitto", ha aggiunto il ministro degli Esteri.
Secondo il titolare della Farnesina "occorre un patto europeo per la sponda sud del Mediterraneo che sostenga diritti, la democratizzazione, la ricostruzione dello sviluppo economico e la sicurezza, non possiamo permetterci il rischio di flussi di disperazione mossi dalle crisi dei Paesi della sponda sud" . "E' evidente che bisogna assumere ambiziosi impegni finanziari verso l'Africa e il nord Africa e solo con questo l'Europa può essere un magnete positivo verso le popolazioni", ha detto ancora Frattini.
Riportando poi i termini di un colloquio avuto con il vice presidente egiziano, ha fatto sapere che "Suleiman ha chiesto all'Italia di farsi tramite per un sostegno dell'Europa alla road map" predisposta per uscire dalla crisi. Il ministro degli Esteri ha anche spiegato all'aula di Montecitorio di aver avuto, sempre ieri, colloqui con il segretario generale della Lega araba, con il Dipartimento di Stato americano "e con alcuni colleghi arabi, in primo luogo il ministro degli Esteri degli Emirati arabi". E nel pomeriggio parlerà con il ministro degli Esteri dell'Arabia saudita.
A Souleiman il responsabile della Farnesina ha "manifestato la calorosa vicinanza dell'Italia al popolo egiziano. Ho sottolineato - ha raccontato lo stesso Frattini - la piena disponibilità italiana a favorire una transizione libera e pacifica, facilitando le riforme costituzionali che potranno soddisfare le aspirazioni legittime del popolo egiziano". Il vice presidente egiziano ha illustrato i termini della road map "diretta a garantire una transizione pacifica del Paese verso un nuovo assetto costituzionale. Sono tre gli obiettivi: evitare il vuoto di potere, scongiurare il rischio del caos incontrollato, ricercare un accordo politico con tutti i partiti per assicurare le riforme necessarie".
Frattini, nel suo intervento in aula, ha sottolineato inoltre l'importanza del "dialogo con le opposizioni, in modo da riportare al più presto la calma e porre fine alla proteste e alle violenza". "Certamente - sottolinea - il governo vuole perseguire un accordo con quei partiti che oggi in parte non sono legittimati ad avere accesso in Parlamento e intende adottare in questa road map modifiche costituzionali e legislative che assicurino la più ampia rappresentatività politica". E ha aggiunto che "il punto più interessante del progetto è l'intenzione che le riforme costituzionali e del sistema elettorale siano soggette a referendum popolare generale". "Quindi elezioni aperte a molti candidati, poi sceglierà il popolo egiziano il prossimo presidente".
Frattini ha evidenziato poi il fatto che "l'Egitto non può permettersi un ritorno nel caos. Preoccupano molto, fortemente, gli scontri di ieri, rendono difficile la ricerca di soluzioni condivise. Ciascuno deve essere protetto nel suo diritto di manifestare pacificamente, è fondamentale che l'esercito garantisca questo diritto". Per Frattini, insomma, "l'Egitto è un Paese chiave per la stabilità. Deve continuare a esserlo".
Infine un riferimento ai 4.500 gli italiani rientrati dall'Egitto dall'inizio delle manifestazioni: "Abbiamo definito un piano di emergenza, raggiunto con sms la stragrande maggioranza dei 14mila connazionali che erano in Egitto la scorsa settimana, usato Facebook e Twitter", ha sottolineato il ministro degli Esteri. "L'esempio italiano è stato seguito con qualche ora di ritardo dagli altri Paesei europei", ha sottolineato il ministro ricordando, tra le tante iniziative, "l'help desk per l'assistenza alle aziende" attivo da 10 giorni.
