Roma, 3 feb. (Adnkronos) - "La verità è una sola, sarà rapidamente accertata dalla giustizia". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini, in aula alla Camera, a proposito della vicenda della casa di Montecarlo, già patrimonio di An, in risposta a interpellanze sul carteggio con Santa Lucia. "Ho ritenuto di chiedere un chiarimento ufficiale su un atto del ministro della Giustizia di quel Paese" per la "tutela dell'immagine delle istituzioni dello Stato pesantemente messe in discussione", una "responsabilità del ministero degli Affari esteri", ha spiegato Frattini. Il ministro degli Esteri ha ricostruito la 'storia' del documento, sostenendo le ragioni di un suo intervento. Quindi ha ricordato i "toni di particolari virulenza" raggiunti nel corso dell'estate, le polemiche sull'"autenticità" del documento del ministro della Giustizia di Santa Lucia sulle società proprietarie dell'appartamento e quelle sulla "partecipazione di pezzi di servizi deviati ad una azione di dossieraggio". Frattini ha anche citato una dichiarazione del settembre scorso di Carmelo Briguglio che "ha chiamato in causa responsabilità e competenze della presidenza del Consiglio e del ministero degli Affari esteri, invitandoli a fare chiarezza". Frattini ha ricostruito l'incontro con il primo ministro di Santa Lucia, in occasione dell'Assemblea generale dell'Onu: "Gli ho detto che gli avrei scritto formalmente per la conferma dell'autenticità del documento contestato". "La richiesta è stata affettuata, con una mia lettera alcuni giorni dopo, il 6 ottobre 2010, trasmessa al governo di Santa Lucia in via diplomatica attraverso le rappresentanze alle Nazioni unite. Il primo ministro ha ritenuto di rispondere con una lettera e degli allegati, pervenuti il 28 dicembre e visionati da me al mio rientro dopo le festività. La risposta era di conferma di autenticità del documento". Frattini ha sottolineato: "Ho ritenuto di valutare quegli atti e poi di trasmetterli alla Procura come atto di corretta collaborazione tra istituzioni e non come denuncia di reato. Non era e non è quella richiesta, e quella risposta, un atto compiuto nell'ambito di una azione volta all'individuazione di un reato. Ma semplicemente se vi fosse stata manipolazione e quindi non autenticità del documento". Per il ministro degli Esteri, "la conferma dell'autenticità della documentazione ha eliminato i dubbi di qualsiasi interferenza negativa, o di manipolazione, che dichiarazioni politiche e indicazioni giornalistiche avevano fatto sorgere in quel momento. Quel dubbio, con la conferma del governo originatore è stato definitivamente fugato". Nella replica, Italo Bocchino, capogruppo Fli alla Camera, si è detto, ''per certi versi'', ''soddisfatto della sua risposta'' perché il ministro degli Esteri è ''reo confesso come complice di dossieraggio''. ''Lei - ha continuato Bocchino rivolto a Frattini - si è adoperato travalicando le sue funzioni e scavalcando la diplomazia'' perché gli avevano chiesto di procurare dei documenti ''per andare all'assalto del presidente della Camera''. Si tratta di ''uno sgarbo istituzionale gravissimo'', perche il titolare della Farnesina, incalza il capogruppo Fli, si è reso ''protagonista di una vicenda torbida per cui oggi è indagato''. Bocchino sottolinea di aver visto i documenti di Santa Lucia e lì ''non c'è scritto niente''. La verità, insiste, è che ''lei si è prestato ad una operazione di dossieraggio dissennata, con un obiettivo anti istituzionale teso a colpire il presidente della Camera. Non è così che si servono le istituzioni''.