Roma, 3 feb. (Adnkronos/Ign) - E' pareggio in bicameralina, sul federalismo municipale. Nonostante i tentativi del governo, che ha cercato di scongiurare fino all'ultimo momento questo risultato modificando il testo più volte, la commissione per l'Attuazione del federalismo fiscale si è espressa sul parere del relatore con 15 voti favorevoli e 15 voti contrari. A questo punto, il parere formulato dal relatore è sostanzialmente 'respinto'. La seduta della bicameralina, fissata per le 11.30, è slittata di circa cinquanta minuti. I lavori sono iniziati alla presenza anche del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Ago della bilancia fino all'ultimo, il senatore di Fli Mario Baldassarri, nel suo intervento in Commissione, ha confermato il suo no. ''Con profondo rammarico la mia valutazione sul provvedimento non può essere positiva'', ha detto. Baldassarri ha giudicato positivamente la decisione di estendere ai Comuni la compartecipazione all'Iva, ma ritiene che rimangano punti critici riguardo alla copertura della cedolare secca e all'applicazione dell'Imu soltanto sulla seconda casa e sulle attività produttive, con il rischio che questo comporti aumento della pressione fiscale e minore autonomia impositiva. Sul voto di oggi incombeva l'ultimatum della Lega che sarebbe arrivato nel corso di un vertice notturno a Palazzo Grazioli: via libera a maggioranza al parere o elezioni anticipate. Una posizione non confermata oggi dal leader leghista Umberto Bossi. "Vediamo, vediamo", ha detto prima della votazione il senatur interpellato dai cronisti sulla questione. A chi gli chiedeva cosa auspicasse, ha replicato: "Che passi...". "Se c'è pareggio - aveva spiegato il presidente della Commissione bicamerale per il federalismo Enrico La Loggia, intervenuto a '24 Mattino' su Radio 24 - il parere sarebbe respinto. Se il parere è respinto, non c'è un parere. Questa è l'interpretazione più corretta. E la legge prevede che in mancanza di parere il governo possa comunque procedere, perciò in questo ha ragione Berlusconi''. In attesa dell'esito del voto, la mattinata è trascorsa all'insegna di riunioni e vertici. A sorpresa si sono visti Gianfranco Fini e Umberto Bossi. Il leader della Lega, a quanto si apprende, ha avuto un colloquio di circa mezz'ora con il presidente della Camera. Sempre in mattinata si è svolta una riunione della Lega, a Palazzo San Macuto, con il leader del Carroccio Bossi, il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, Marco Reguzzoni e Massimo Garavaglia. A Palazzo Grazioli vertice dello stato maggiore del Pdl. Dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi i coordinatori nazionali, Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini. A via del Plebiscito anche i capigruppo di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri con i vice vicari, Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello. Presente anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti. Al gruppo si è poi unito anche il ministro degli Esteri Franco Frattini.