Roma, 4 feb. (Adnkronos/Ign) - Il decreto sul federalismo non si può firmare perché l'iter non è stato perfezionato. Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nella lettera inviata al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nella quale evidenzia un ''poco corretto comportamento del governo''. Dichiarando irricevibile il decreto, il capo dello Stato infatti scrive: ''Non posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell'ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull'intendimento di procedere all'approvazione definitiva del decreto legislativo. Sono certo che ella comprenderà lo spirito che anima queste mie osservazioni e considerazioni''. Nella lettera Napolitano rileva inoltre che "non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega, previsto dai commi 3 e 4 dall'art. 2 della legge n. 42 del 2009, che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere, prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari". Pertanto, il capo dello Stato ha comunicato al premier di "non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal governo". Dopo lo stop del Colle, la Lega prepara le contromosse. ''Non c'è nessun problema per quanto riguarda l'iter del federalismo municipale - dichiarano i capigruppo della Lega Nord al Senato e alla Camera, Federico Bricolo e Marco Reguzzoni - perché la richiesta del passaggio parlamentare avanzata dal presidente Napolitano, che noi come sempre rispettiamo, sarà prontamente esaudita dal governo''. Il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli annuncia: ''Se verranno presentati dei documenti sulle comunicazioni del governo sul federalismo municipale, allora io chiederò il voto di fiducia nel Consiglio dei ministri''. ''Quella di Napolitano è una interpretazione, la mia era diversa'', precisa. Comunque ''ritrasmetteremo il testo alle Camere, andremo a riferire le motivazioni sul perché abbiamo adottato un testo piuttosto che un altro e la cosa finisce lì''. E insiste: ''Spiace perdere così 10-15 giorni - sottolinea il ministro - ma non è un problema''. Intanto, il ministro per le Riforme per il Federalismo Umberto Bossi ha avuto una lunga e cordiale telefonata con Napolitano. Il leader della Lega, informa una nota, ha preso il duplice impegno di andarlo a trovare al Quirinale la prossima settimana e di dare comunicazioni nelle aule parlamentari sul decreto sul federalismo fiscale municipale. L'opposizione plaude alle valutazioni del Colle sul decreto sul federalismo e torna all'attacco. "Fermatevi. Non si può forzare la mano su un tema così delicato", dice Pier Luigi Bersani all'assemblea del Pd rivolgendosi al Carroccio. E aggiunge: "La Lega si renda conto che con Berlusconi il federalismo non lo fa". Dal Terzo Polo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini sottolinea: ''Dal Quirinale è un atto dovuto. E' una follia pensare di potere prendere una scorciatoia del genere''. Mentre il presidente della commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri (Fli), commenta così, all'ADNKRONOS, la decisione del capo dello Stato: serve "un decreto più serio" per fare "un federalismo vero". Un provvedimento del genere "otterrebbe un largo consenso" nella bicameralina. Ora, insiste, "l'ideale sarebbe proseguire quel lavoro e completare l'iter" perché il governo "può fare un nuovo decreto e riportarlo in bicameralina". Torna a chiedere elezioni anticipate l'Idv. ''Dopo lo stop intimato dal capo dello Stato e, soprattutto, dopo la bocciatura da parte del Parlamento'' abbiamo ''la prova provata - afferma Antonio Di Pietro - che il Paese si sta avviando verso un pericoloso regime''. '' Per il bene del Paese si restituisca subito la parola ai cittadini'', conclude. Per i giuristi la posizione di Napolitano è corretta. "Mi sembra che il comunicato del presidente faccia riferimento a un vizio procedurale - spiega all'ADNKRONOS l'ex presidente della Consulta Cesare Mirabelli - cioè che debba essere data comunicazione alle Camere prima dell'adozione del provvedimento". Per il presidente emerito della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre è una "decisione assolutamente giusta e ineccepibile, ma l'ostacolo al decreto è solo temporaneo". Il governo, osserva l'ex presidente della Consulta, ''può sempre decidere di andare in Parlamento per illustrare il decreto, nonostante la mancata approvazione in 'bicameralina'''. Infine Ugo De Siervo, presidente della Corte Costituzionale, sottolinea: "Quello di cui si sta parlando non è federalismo. Dire federalismo municipale è una bestemmia. E' come dire che un pesce è un cavallo, sono due cose che non stanno insieme. Si chiama autonomia finanziaria, anche la lingua ha il suo valore".