Roma, 5 feb. (Adnkronos) - All'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne "chiediamo la garanzia di un trasparente e continuo confronto con le istituzioni e le parti sociali". Lo dichiara in una nota il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, commentando l'ipotesi di un trasferimento a Detroit del quartier generale del gruppo Fiat a seguito della fusione con Chrysler. "Una vaga ipotesi - sottolinea il ministro - non è una decisione. E non può quindi dar luogo al solito festival delle Cassandre. Una cosa è certa: l'Italia tutta, nelle sue componenti istituzionali come in quelle sociali prevalenti, si è guadagnata il diritto a conservare funzioni direzionali e progettuali". Sacconi conlude osservando che "l'ulteriore evoluzione dell'efficienza dei siti produttivi può ancor più consolidare questa legittima aspettativa che il governo è decisamente intenzionato a far valere". Per il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro , "l'ipotesi di unire Fiat e Chrysler in una nuova società con sede a Detroit avanzata da Marchionne costituirebbe una gravissima operazione di depauperamento industriale per il nostro Paese. La Fiat continua a vivere di denaro pubblico e risorse finanziarie italiane, ma a differenza del passato, li sta utilizzando per spostare la testa dell'azienda in Usa e la produzione nei paesi low cost". "Alle inaccettabili parole di Marchionne - concludono Di Pietro e il responsabile welfare e lavoro del partito Maurizio Zipponi - si aggiunge poi l'incapacità del governo italiano che ha fatto da zerbino alla Fiat e addirittura ha costruito un sistema di relazioni industriali, sfasciando la Confindustria e i sindacati, pur di assecondare un'azienda che ha deciso, da tempo, di abbandonare il Paese".