Turista fiorentina sequestrata in Algeria. Lo zio: ''Andava lì per fare volontariato''
San Casciano Val di Pesa (Firenze), 5 feb. (Adnkronos/Ign) - Ore di ansia a Cigliano, frazione di San Casciano Val di Pesa (Firenze), i familiari di Maria Sandra Mariani la donna di 53 anni rapita mercoledì sera in Algeria da un gruppo terroristico che sembrerebbe fare riferimento ad al Qaeda.
Davanti all'abitazione, presidiata da una pattuglia della polizia municipale, ci sono giornalisti e fotografi, ma i parenti di Maria Sandra, anche su indicazione della Farnesina, preferiscono non parlare con la stampa. Attimi di tensione si sono registrati davanti alla casa quando il figlio di un cugino della donna è uscito dall'abitazione inveendo contro i giornalisti che stazionavano davanti alla casa.
"Speriamo solo che non le facciano del male", si limita a dire in un colloquio con il quotidiano 'La Nazione', Lido Mariani, l'anziano padre di Maria Sandra Mariani. "Dicono che i rapitori siano uomini di al Qaeda - aggiunge - forse chiederanno in riscatto".
Mentre uno zio della donna spiega: "Maria Sandra andava due-tre volte l'anno in Africa a fare il volontariato, nonostante noi la sconsigliavamo, perché sono posti pericolosi". "Lei portava generi di conforto e vestiti per i bambini del posto, aveva il mal d'Africa - ha raccontato lo zio - Noi la sconsigliavamo di andare, ma lei non ascoltava nessuno, andava 'a dritto', per la sua strada".
Il parroco di San Casciano Val di Pesa (Firenze), don Massimiliano Gori, ha rivolto un appello ai fedeli a pregare per il rilascio di Maria Sandra. "Bisogna appellarsi al Signore - è la preghiera di don Massimiliano - perché illumini le menti dei rapitori, perché lascino tornare Mariasandra agli affetti dei suoi cari".
Maria Sandra, che gestisce con i suoi familiari un agriturismo a Cigliano, era partita dalla Toscana il 20 gennaio per recarsi in una struttura ricettiva algerina gestita da amici nordafricani. La donna, separata, ama molto la cultura touareg e algerina.
Secondo una fonte locale interpellata dal quotidiano algerino 'En-Nahar', ci sarebbero dei contrabbandieri e non i terroristi di al-Qaeda nel maghreb islamico dietro al sequestro . "Il sequestro è stato compiuto da contrabbandieri in complicità con la guida turistica che ha aspettato 24 ore prima di dare l'allarme e annunciare il sequestro, in modo da impedire il suo ritrovamento", riferisce la fonte.
"Quelli di al-Qaeda non rapiscono una donna da sola ma puntano direttamente agli uomini che sono il loro obiettivo diretto. Nelle vicinanze - osserva infine - c'era un gruppo di turisti stranieri eppure non sono andati a prenderli".
