Roma, 5 feb. (Adnkronos/Ign) - "Io ho la pelle dura. Dobbiamo continuare a governare, vado avanti". A sottolinearlo è il premier Silvio Berlusconi, in collegamento telefonico con una iniziativa organizzata dal deputato Domenico Scilipoti, coordinatore politico del gruppo dei responsabili. "Continueremo sul cammino delle riforme. Faremo la riforma anche della giustizia che è assolutamente fondamentale per il Paese e anche per la nostra vita di tutti i giorni". Il premier torna poi a puntare il dito sulle intercettazioni alla luce dell'ultima bufera giudiziaria che l'ha coinvolto: il Ruby-gate. "Quando siamo al telefono - sottolinea - nessuno di noi ha più la certezza di non essere spiato e dell'inviolabilità di ciò che dice. E questo significa che non stiamo più in uno stato veramente libero e questo quindi deve essere assolutamente cambiato". Il Cavaliere è convinto che "la magistratura è formata per lo più da magistrati seri" e assicura che sarà assolto da tutti i processi in corso: "Sono assolutamente sicuro che ne verrò fuori con il segno dell'innocenza e con l'assoluzione più completa. Si tratta solo di processi farsa". "Quando noi portavamo queste nostre riforme a Gianfranco Fini, lui ce le bocciava in partenza perché era sempre e comunque dalla parte dei magistrati, di certi magistrati. E quindi non abbiamo potuto farle queste riforme" dice Berlusconi. Il presidente del Consiglio parla della necessità di cambiare la legge sulle intercettazioni, ribadendo che fino ad ora ad ostacolarlo su questi temi è stato il presidente della Camera, perché schierato con certi pm. Assicurando che il suo governo aumenterà le tasse, ma rilancerà il piano casa e introdurrà il quoziente famigliare, promuovendo lo sviluppo del Sud Noi, il premier sottolinea che ''andremo avanti con la rivoluzione del federalismo fiscale". Ribadendo che "la Lega è un alleato solido ed è sempre stato un alleato leale", sulla possibilità di elezioni anticipate il Cavaliere dice: "Sono sicuro che quando torneremo a votare saremo vincenti'' ma ''non torneremo a votare subito, perché il voto subito sarebbe un grande danno per il nostro Paese, perché avremmo una caduta di governabilità". "I sondaggi ci danno fiducia - aggiunge - secondo il sondaggio di lunedì di Euromedia nonostante le critiche il presidente del Consiglio è al 51%. Mentre il Pdl, la Lega e la destra sono al 45%, quindi assolutamente vincenti. E questo ci da fiducia anche per le prossime elezioni, nonostante tutte le critiche che mi vengono rivolte". Inoltre, per quanto riguarda "la ripresa economica, c'è in tutti i Paesi europei e anche in Italia, ma è ancora lenta. Presenteremo al prossimo Cdm un piano straordinario per dare, come si dice, una frustata al cavallo dell'economia. Abbiamo vissuto una crisi economica che ancora non è passata" dice, assicurando che il governo varerà un piano che, ''a partire dalla riforma dell'articolo 41 della Costituzione', cancellerà ''il medioevo'' in cui l'Italia si trova a causa della ''mentalità statalista e burocratica che la sinistra ha inculcato''. Il presidente del Consiglio annuncia che nel prossimo Cdm sarà approvato ''un piano per lo sviluppo. Avevamo proposto un piano bipartisan per la crescita, ci è stato detto di no. Andiamo avanti a lavorare, abbiamo realizzato già parecchie cose'' e ''stiamo preparando un piano straordinario per dare al cavallo dell'economia una grande frustata. Vareremo nuove leggi per liberalizzare le attività economiche, a cominciare dalla revisione dell'articolo 41 della Costituzione - dice il premier - e nuove norme per il rilancio del Sud con l'obiettivo entro cinque anni di arrivare un incremento importante del Pil''. Infine, Berlusconi parla di un dipartimento interministeriale al ministero dell'Interno per favorire la conciliazione dei contenziosi con le banche, che hanno raggiunto ''livelli eccessivi. Per questo con te, Domenico (Scilipoti, ndr), e ti ringrazio delle tue segnalazioni, stiamo anche valutando la possibilità di costituire presso il ministero dell'Interno, naturalmente mettendoci d'accordo con il ministro dell'Economia, un dipartimento interministeriale''.