Fini: ''Intercettazioni e processo breve non sono priorità del Paese''
Milano, 5 feb. (Adnkronos/Ign) - La riforma della legge sulle intercettazioni e il processo breve "non sono una priorità per il Paese". Così Gianfranco Fini, presidente della Camera, risponde al premier Silvio Berlusconi che oggi ha rilanciato la necessità di un intervento legislativo proprio su questa materia. Fini è a Milano per partecipare a una cena di finanziamento per Futuro e libertà.
"Ho sentito che il premier ha rilanciato la necessità di una legge sulle intercettazioni e di una riforma del processo breve. Penso che in questo momento ci siano altri problemi più importanti per i cittadini e che questa non sia una priorità per il Paese. Essere di destra - ha detto - soprattutto significa essere dalla parte delle vittime. E' giusto che i processi siano brevi ma questo non significa che si debbano cancellare processi già incardinati perché questo finirebbe per danneggiare proprio le vittime".
Fini attacca Berlusconi in modo netto: ''Vede nemici dappertutto, una volta sono gli alleati, una volta i giornalisti, una volta i comunisti, una volta i magistrati. La verità è che prende in giro il popolo italiano quando parla delle cose non fatte. Dovrebbe avere il coraggio di dire che nessuno ha la bacchetta magica". E incalza: "Berlusconi tante volte ha stigmatizzato il teatrino della politica ma ormai è diventato uno dei principali artefici di questo teatrino".
Quanto al caso Ruby che vede coinvolto il presidente del Consiglio, "a decidere su quanto è successo sarà la giustizia ordinaria insieme alla coscienza degli italiani".
