Teramo, violenta lite finisce in tragedia: padre e figlio si uccidono a coltellate
Teramo, 6 feb. (Adnkronos) - Una lite in famiglia è sfociata in tragedia e padre e figlio si sono uccisi a vicenda. E' accaduto a Pineto, in provincia di Teramo, nella tarda serata di ieri, quando Pasquale Peracchia, 73 anni, pensionato, e il figlio Gabriele di 50 anni, disoccupato, hanno cominciato a litigare fino poi ad arrivare a colpirsi con un coltello e un'ascia.
Da una prima ricostruzione dei Carabinieri fatta grazie alla testimonianza resa dalla moglie di Pasquale Peracchia, il figlio ha colpito per primo il padre con un colpo di ascia alla testa e quest'ultimo, sebbene stordito, è riuscito a prendere un grosso coltello da cucina sferrando una coltellata all'altezza dell'addome del figlio procurandogli un grosso taglio e una profonda ferita.
Gabriele, a sua volta, nonostante la grave ferita riportata, è riuscito a disarmare il padre e poi con lo stesso coltello gli ha sferrato diverse coltellate, l'ultima delle quali all'altezza del fianco sinistro, con la lama di circa 35 cm che è rimasta conficcata nell'addome del genitore, che si è accasciato ed è morto. Nel frattempo la madre sebbene sotto choc è riuscita a chiamare prima il 112 e subito dopo il 118. I soccorsi, anche se tempestivi, non sono serviti a salvare la vita del figlio deceduto durante il tragitto per l'Ospedale Civile di Atri.
Risulta che anche in altre circostanze i due avessero litigato, perché il padre mal digeriva il fatto che il figlio Gabriele si era separato dalla moglie che vive in Svizzera, dove fino a qualche tempo fa anche Gabriele viveva con i suoi tre figli, per poi fare ritorno proprio a Pineto per stare con i genitori.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Stazione, coadiuvati da quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Giulianova e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Teramo. Le due salme sono state portate all'obitorio dell'Ospedale di Atri, in attesa dell'esame autoptico da parte del medico legale Pino Sciarra, su richiesta di Irene Scordamaglia, sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Teramo.
